Vigilia del voto in Usa: Obama vacilla e McCain pregusta la vittoria

Puntare al voto femminile: l’ultima disperata mossa del presidente Obama alla prova delle urne per le elezioni di medio termine di martedì. Così, in queste ultime ore di propaganda, tra discorsi radiofonici e comizi, il numero uno della Casa Bianca si è presentato a Rhode Island, contravvenendo alla linea adottata nelle ultime settimane, che ha imposto in molti casi al presidente di dare seguito alle richieste rivoltegli da diversi candidati di non intervenire fisicamente ad eventi della loro campagna, temendo ricadute della sua impopolarità sul voto.

L’appello di Obama al voto delle donne

Stavolta, allora, opportunamente raggiunto dalla first lady Michelle, Obama si è presentato in appoggio a Gina Raimondo, candidata alla carica di governatore, pronto a giocare la sua ultima carta: l’appello all’elettorato rosa. Un’esortazione mistificata con generici richiami alle pari opportunità e contro la proverbiale discriminazione subìta dalle donne in ambiti professionali e di carriera. E forse, anche un po’ il  tentativo in extremis di aprire un varco alla candidatura di Hillary Clinton alle presidenziali del 2016.

La contromossa dell’ex competitor conservatore

Dunque, per esorcizzare lo spettro della sconfitta democratica aleggiato dai sondaggi anche in queste ultime ore, che scommettono sulla vittoria certa dei repubblicani alla Camera, come sul temuto sorpasso al Senato, il presidente Obama sceglie di puntare sulle donne, mentre il suo ex avversario conservatore nella corsa alla Casa Bianca, John McCain, dimostra di optare strategicamente su uno dei punti notoriamente deboli dell’inquilino numero uno di Washington: la politica estera e la lotta al terrorismo jihadista; l’altro, come noto, è il virus Ebola e la sofferta gestione della sua diffusione pandemica.

McCain: «Invieremo truppe speciali in Iraq e Siria»

«In Iraq e in Siria servono le truppe speciali sul terreno. E se gli Stati Uniti guideranno, vedrete che anche gli europei ci seguiranno», ha dichiarato dalle colonne de La Stampa il senatore repubblicano, aggiungendo che «occorre continuare gli attacchi aerei e mettere sul terreno 10-15.000 uomini delle forze speciali, armare direttamente i peshmerga curdi, rafforzare l’opposizione siriana, e andare finalmente contro Assad in maniera seria». Poi, entrando nel vivo della competizione elettorale, l’esponente conservatore ha concluso: «Nella corsa per il Senato negli Usa dobbiamo togliere la maggioranza ai democratici e mandare in pensione il loro leader Harry Reid, perché ha guidato il Congresso meno produttivo nella storia degli Stati Uniti. Obama – ha quindi chiosato McCain – è stato il capo della Casa Bianca più debole sul tema della sicurezza nazionale in tutta la mia vita».