Anche la sinistra celebra il funerale della democrazia. E la destra?

La difficile stagione della democrazia non è solo un modo di dire: basta guardare i numerosi titoli di libri che ne denunciano l’eclissi, la perdita di senso, la contraffazione. Dallo studio di Alfio Mastropaolo, La democrazia è una causa persa?, al titolo di Nadia Urbinati, Democrazia sfigurata, fino alle recenti traduzioni dei saggi di Pierre Rosanvallon sui limiti e i vizi della rappresentazione democratica o al nuovo libro di Diego Fusaro Il futuro è nostro. Tematiche conosciute e dibattute, affrontate nell’inserto culturale del Corriere, La Lettura, dall’economista Michele Salvati che – pur appartenendo alla cultura di sinistra – riconosce come da sempre la democrazia sia stata percepita come un “sistema imperfetto”.  “Il suo ideale di uguaglianza – sottolinea Salvati – è sempre stato smentito dalla realtà, e non si vede come possa essere pienamente soddisfatto in società caratterizzate da forti differenze di ricchezza, prestigio e potere”.

La rivoluzione conservatrice

Temi che la cultura di destra ha dibattuto a lungo, ispirandosi alla cultura della crisi: un filone che andrebbe riscoperto e meditato proprio oggi che si tende a ricacciare nel recinto angusto del populismo le idee dello schieramento antiprogressista. Un peccato, perché ad esempio gli autori della rivoluzione conservatrice avrebbero molto da insegnare alle menti pensanti, pur servendo poco (questo è pacifico) come macchina acchiappa-voti.  Ancora più interessante l’annotazione di Salvati sulla mancanza di sovranità nazionale come uno dei punti critici che non consente ai sistemi democratici attuali di garantire il benessere dei propri cittadini. Un appunto, ripreso da un intellettuale di sinistra, che fa capire come non sia possibile confinare i movimenti euroscettici sotto l’infamante accusa di rigurgiti di “estrema destra”. L’estremismo è una possibile strada che certi umori possono prendere, ma non l’unica. E, a proposito di sovranità nazionale, come non ricordare che un tempo il Fronte della gioventù (quando cioè esisteva un movimento giovanile di destra) impostava nelle scuole medie superiori proprio forme di “contaminazione” basate sull’idea-forte del recupero della sovranità?

Eredità dispersa

Cosa sia rimasto di queste eredità non spetta a noi dirlo. Piuttosto, ha ancora ragione Salvati quando afferma che la fine dei partiti di massa (fino a ieri strumenti che hanno gestito e organizzato consenso e dissenso popolari) lascia un enorme vuoto da riempire. La web democrazia grillina si è rivelata fallimentare in un arco di tempo che tutti non pensavamo così breve. Il modello dell’imprenditore “padre e padrone” si è rivelato fallimentare. Presto ci sarà bisogno del ritorno della vera politica. È l’unica chance per correggere i limiti, enormi, dei nuovi leader che provengono dalla cultura del quiz televisivo.