Sfigati, vip e “compagni” tra i testimonial di Expo. C’è perfino la Blady…

Considerate un evento di respiro planetario, destinato a far parlare tutto il mondo, costato milioni di euro, scosso dalle tangenti e rimesso in sesto da un commissario ant-corruzione, in affanno sui lavori ma con l’ambizione di stupire più di Shangai, con l’obiettivo di richiamare in Italia milione di turisti e di operatori commerciali. Si chiama Expo 2015. Ecco, per promuoverlo all’estero, voi vi affidereste a Dolce & Gabbana o a Syusy Blady? A Ornella Vanoni o a Malika Ayane? Ad Andrea Bocelli o a Frankie Hi Nrg? Ebbene, la mastodontica macchina oraganizzativa dell’evento ha scelto i secondi, creando una lista di ambasciatori della grande rassegna milanese che odora di sagra paesana e di compagnia di sinistra, con la benedizione del sindaco di Milano Giuliano Pisapia. Tutte persone perbene, alcune anche di talento, molte delle quali, però, con una notorietà personale che al massimo lambisce Sondrio e Bardonecchia.

Nella lista dei vip anche tanti sconosciuti

“Gli Ambassador di Expo Milano 2015 sono i portavoce del messaggio dell’evento. Scrittori, sportivi, filosofi, personaggi dello spettacolo, attori, creativi, architetti, designer, chef, musicisti, cantanti, registi, che da ogni parte del mondo hanno accettato questo ruolo di testimonial d’eccezione…», è scritto sulla pagina del sito. Ma quanti di loro sono realmente autorevoli? Vediamone alcuni: Riccardo Kakà, molto amico dell’ex presidente brasiliano Lulaè indubbiamente un vip, ha giocato molti anni nel Milan. Piccolo particolare: se n’è tornato da un anno in Brasile e sta per trasferirsi negli Usa. Che per essere un testimonial dell’Italia, è un bel biglietto da visita. Lella Costa, attrice, non proprio Anna Magnani come notorietà, ma molto amica del sindaco Pisapia, come dimostra questo video che la ritrae alla festa della vittoria del primo cittadino. Don Gino Rigoldi, sacerdote milanese molto vicino ai movimenti antagonisti, come dimostra il suo impegno per la causa del Leonkavallo, “sdoganato” proprio da Pisapia. Enrico Bertolino, attore comico, non proprio Benigni come notorietà internazionale, ma uno che da sempre ha dichiarato pubblicamente di aver votato per Pisapia, il che non gusta per fare gli ambasciatori di Expo 2015. Sorvoliamo su Massimiliano Fuksas, l’architetto rosso, che però oggettivamente è molto noto anche all’estero,  ma soffermiamoci su Frankie Hi Nrg, un rapper italiano che nasce nei centri sociali e ha sdoganato il rap di casa nostra ispirato all’antagonismo sociale. Di strettissima matrice culturale marxista è l’esimio professor Salvatore Veca, filosofo e scrittore,  di simpatie sinistrorse sono i cantanti Raphael Gualazzi e  Malika Ayane, fino allo scrittore Gianfranco Carofiglio, ex magistrato ma soprattutto ex senatore del Pd.

Ma che c’entrano Patrizio Roversi e Susy Blady?

Va bene tutto: in quella lista ci sono anche sportivi di medio e alto livello, architetti più o meno conosciuti, oltre a tesimonial stranieri molto presenti sui temi della globalizzazione tanto cari alla sinistra. Ma si tratta pur sempre di personalità. Quello che sorprende è che a rappresentare Expo 2015 nel mondo siano stati scelti anche due conduttore televisivi, Patrizio Roversi e Syusy Blady, che negli anni scorsi conducevano programmi sul turismo in Rai, prima di finire più o meno nel dimenticatoio. Bravissime persone, per carità, ma poco conosciute perfino nell’hinterland milanese. La Blady, nel maggio scorso, aveva provato l’avventura politica alle Europee con la lista dei “Green”, senza risultati. Ora però si cimenta, in un video che vi invito a vedere, in un tentativo di portare i turisti giapponesi in Italia con una tesi ardita: “Venite, ma qui in Italia vi avviso che non esistono gli spaghetti alla bolognese, solo tagliatelle». Preziosissima, non c’è dubbio.