Sciopero, Renzi è riuscito a dividere anche i sindacati. Fischi a Poletti

Fischi e contestazioni per il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, al congresso della Uil. La decisione di Poletti di rinunciare ad intervenire, comunicata dal palco del congresso, è stata accolta da un coro di fischi da parte dei delegati. A far cambiare il programma al ministro, la decisione della Uil di proclamare lo sciopero unitario con la Cgil contro il Jiobs act e la Legge di stabilità per il prossimo 12 dicembre. Poletti, pur ringraziando per l'”accoglienza cordiale” ha parlato di “mutato contesto nel quale si svolgono i lavori congressuali”, rispetto a quando era stato programmato il suo intervento.

Critiche pesanti a Matteo Renzi

Inoltre il ministro ha precisato “che il governo saprà rispondere con concretezza” alle numerose sollecitazioni arrivate dall’assise della Uil. Precisazioni che, evidentemente, non sono valse a rasserenare gli animi ma che, al contrario, hanno inasprito l’umore dei presenti. Nel corso del congresso il leader della Cigl, Susanna Camusso, ribadendo le ragioni dello sciopero proclamato contro le misure varate dal governo, ha definito “irresponsabile” che l’esecutivo sostenga e teorizzi la cancellazione dei luoghi e della mediazione sociale”. “Contrattare – ha detto – è un termine nobile” e ,rivolta a Renzi, ha sottolineato che il premier “può stare sereno, non abbiamo rimpianti della concertazione”. Ma questo “non può voler dire che non c’è luogo in cui si contratti con i sindacati”.

Intesa Camusso – Barbagallo

Insomma, c’è piena sintonia tra il segretario generale della Cigil e il neo leader della Uil, Carmelo Barbagallo, a cui la Camusso ha augurato di “fare una lunga strada insieme”. Come dire: una sferzata e un monito per Matteo Renzi, al quale non si sono risparmiate critiche pesanti.