Lo scambio col Pd? «Porta Grillo all’inferno». Parola del “guru” Becchi

Loro, i grillini, continuano a raccontarla come un successo e come l’affermazione di un nuovo metodo. Ma l’elezione al Csm di Alessio Zaccaria e alla Consulta di Silvana Sciarra resta agli occhi dei più come uno scambio bello e buono con il Pd. Uno scambio in cui, rilevano alcuni, il M5s ha ceduto più del voto a sostegno di una stimata professoressa: ha ceduto l’anima.

L’avvertimento di Becchi

Secondo l’ex capogruppo alla Camera, Roberta Lombardi, «la novità di oggi non è il M5s che vota un nome del Pd. La novità di oggi è il Pd che, dopo due mesi di paralisi, accetta ob torto collo il ‪metodo 5 stelle‬ di scegliere nomi in modo trasparente e per meriti». Di tutt’altra idea il professor Paolo Becchi, docente di Filosofia del diritto a Genova e, soprattutto, cuore grillino che ha subìto la stessa sorte di molti suoi compagni di attivismo: da nome di punta a soggetto non più gradito. «Con la votazione di ieri su Consulta e Csm per Renzi si aprono praterie infinite, per Grillo si apre solo una porta: quella dell’inferno», ha scritto Becchi su Twitter, procurandosi probabilmente una nuova scomunica, dopo le diverse già accumulate per precedenti intemperanze.

E Zaccaria “rinnega” il movimento

Ma la presa di posizione di Becchi non è la sola che rischia di rovinare quella che i grillini rivendicano come la loro giornata di maggior successo. Lo stesso protagonista di questa impresa che raccontano con toni epici, Zaccaria, ha preso le distanze dal movimento. «Non faccio parte del Movimento 5 stelle, ho avuto contatti, questo non è certo un segreto, solo due volte», ha detto il professore di Diritto civile all’università di Verona, chiarendo che una volta è stata prima delle votazioni e un’altra a elezione compiuta, mentre il merito della candidatura va principalmente a due suoi ex studenti che lo hanno segnalato al M5s.