Samantha Cristoforetti è a bordo dell’Iss, via alla missione Futura

Un’emozione immensa. Il coronamento del suo sogno coltivato fin da bambina. E perseguito con testarda determinazione. Fino ad oggi. Quando i propulsori del razzo russo, partito in un’esplosione di colori dal cosmodromo russo di Baikonur, nel Kazakhstan dopo un conto alla rovescia che lei ha scandito sulle note di “The Final Countdown” degli Europe, l’hanno lanciata verso lo spazio, verso quel sogno di bambina, verso la stazione spaziale Iss che attendeva lei e i suoi due compagni della Soyuz per la missione “Futura” dell’Agenzia spaziale italiana. Samantha Cristoforetti, 37 anni, la prima donna astronauta della storia, capitano pilota dell’Aeronautica militare, trova a stento le parole per descrivere alla madre, con il primo collegamento con il centro di controllo della missione a Mosca, dalla stazione Iss, raggiunta alle 4 ora italiana, dopo sei ore di viaggio, quello che ha provato al decollo e, poi, su nello spazio: «abbiamo visto immagini spettacolari, la prima alba e le stelle».

Samantha Cristoforetti: «Lo Spazio? Meglio di come sognavo»

Sorridente, felice e divertita, Cristoforetti si è commossa quando ha sentito in cuffia: «Ciao Samantha, sono la mamma». Poi l’entusiasmo e la voglia di parlare della sua prima volta fra le stelle: «quando siamo arrivati alla Stazione spaziale è stato il momento perfetto per vedere i pannelli solari colorati di arancione. E’ stato un momento stupendo, proprio come mi avevano detto».
«Lo spazio è come lo sognavi?», le ha chiesto la mamma. «Molto meglio!», è stata la risposta.
Samantha è stata la prima ad attraversare il portello che collega la Soyuz alla Iss dando così il via ufficiale alla missione Futura. Poi, dopo di lei, i suoi due compagni di viaggio: il russo Anton Shkaplerov e l’americano Terry W. Virts. Diventano così sei gli astronauti a bordo della stazione spaziale: assieme a loro anche il comandante dell’Iss, Barry E. Wilmore della Nasa e i russi Aleksandr Samokutyayev ed Elena Serova.
Felice dell’accoglienza affettuosa che ha trovato a bordo dell’Iss, Samantha Cristoforetti ha raccontato alla mamma: «Qui ci hanno accolti con una cena, o forse un pranzo, o la colazione … non saprei, ma è tutto bellissimo».
Ci sono volute quasi due ore dopo l’aggancio fra la Soyuz e l’Iss prima di dare il via all’ingresso dei tre nuovi arrivati sulla stazione spaziale. Poi finalmente, quando il portello si è aperto, l’astronauta italiana, in tuta blu con la bandiera italiana sul braccio e il logo dell’Agenzia spaziale europea è entrata nella stazione orbitale con un largo sorriso.
La prima cosa che ha gradito è stata dell’acqua, naturalmente succhiata da una cannuccia collegata a un sacchetto, come è d’obbligo in orbita.

Angolo bar e stampante 3D a 400 chilometri dalla Terra

Laurea in ingegneria meccanica in Germania, alla Technische Universität München di Monaco, Samantha Cristoforetti è la cinquantanovesima donna a volare tra le stelle e dovrà affrontare numerosi compiti nei quasi sei mesi che trascorrerà sulla Stazione spaziale. Almeno 200 gli esperimenti in corso, che seguirà con agli altri cinque astronauti a bordo durante i sei mesi di missione durante i quali l’International Space Station orbiterà a 400 chilometri dalla Terra ad una velocità di 28.800 chilometri orari. Ci sono anche i dieci esperimenti italiani, come la stampante in 3D che in futuro permetterà di fabbricare in orbita pezzi di ricambio per i veicoli spaziali, e l’angolo bar che, oltre a rilassare gli astronauti con un caffè espresso, permetterà di saperne di più sul comportamento dei fluidi. Nutrizione e salute sono il tema di fondo della sua missione, con ingredienti che combinerà in orbita e con un fitto programma educativo.
L’astronauta dell’Agenzia spaziale europea sarà inoltre la “regista” del traffico dei veicoli adibiti alla consegna dei rifornimenti per la Stazione Spaziale. Alla guida al braccio robotico della stazione orbitale, per esempio, Samantha Cristoforetti controllerà il distacco dell’ultima navetta europea senza pilota, l’Atv “George Lemaitre e l’aggancio della navette Dragon, della Space X, e Cygnus, della Orbital Sciences.

Ecco gli otto esperimenti più particolari che Samantha Cristoforetti dovrà affrontare:
1. “NATO”: testerà le contromisure per l’osteoporosi approfondendo il tessuto osseo a livello nanoparticellare.
2. “Drain Brain”: valuterà la possibilità di realizzazione di uno strumento diagnostico per malattie degenerative, osservando, in microgravità, il ritorno venoso dal cervello al cuore.
3. “Werable Monitoring”: effettuerà l’approfondimento della conoscenza dei meccanismi fisiologici del sonno sfruttando l’influsso negativo che si verifica in microgravità a carico del sistema nervoso autonomo.
4. “CytoSpace”: avrà il compito di monitorare le variazioni sull’architettura cellulare.
5. “Bone/Muscle Check”: potrà validare un sistema di quantificazione dello stato di debilitazione ossea, tramite un prelievo salivare.
6. “Blind and Imagined (Slink)”: approfondire equilibrio e movimenti in assenza di gravità.
7.  “Viable”: manterrà lo stretto monitoraggio della contaminazione da batteri e funghi all’interno della stazione spaziale.
8. “Orthostatic Tolerance”: si occuperà di prevenzione contro le problematiche connesse al rientro sulla Terra con lo sviluppo di contromisure basate sull’esercizio fisico.