Salvini al campo Rom: l’Anpi insorge e i no global invocano gli schiaffi

Sinistra in agitazione a Bologna per la visita che Matteo Salvini farà sabato in un campo nomadi della città, quell’insediamento di via Erbosa in cui lunedì una “ospite” ha schiaffeggiato la consigliera comunale della Lega, Lucia Borgonzoni, a sua volta intenta in un sopralluogo.

Le pretese (illegittime) di Anpi & co.

Anpi, Pd, Sel e centri sociali hanno tentato di impedire la visita (che loro chiamano «blitz» nonostante sia programmata e annunciata da giorni), appellandosi al sindaco e al prefetto. Ma la richiesta era totalmente arbitraria ed è stata respinta, visto che il regolamento comunale è chiaro: gli eurodeputati e i consiglieri comunali hanno diritto di verificare le condizioni all’interno dei campi nomadi.

La replica di Salvini

Un diritto che la sinistra bolognese, di caratura locale e nazionale, avrebbe voluto negare al grido ora di «è una pericolosa provocazione», ora di «la Lega vuole solo fare campagna elettorale». Accuse respinte al mittente da Salvini, che in diverse interviste alla stampa bolognese ha chiarito la sua posizione, come di consueto senza giri di parole. «Ti pago tutto, vengo a verificare, e mi prendi pure a schiaffi?», ha detto il segretario federale della Lega al Corriere di Bologna. Al Resto del Carlino, poi, ha chiarito che «non faccio certo campagna elettorale sui rom», allontanando le accuse verso la presenza del candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Emilia, Alan Fabbri, un leghista sostenuto anche da Fratelli d’Italia e Forza Italia.

Le minacce dei centri sociali

Con Salvini e Fabbri, il quale però resterà fuori, pure la Borgonzoni tornerà nel campo. Inoltre, della delegazione farà parte un rappresentante del quartiere, anche in questo caso come previsto dal regolamento comunale. Il rispetto di tutte le regole e prescrizioni, però, non basta a sedare centri sociali et similia e il gruppo potrebbe trovarsi al centro di forti tensioni. Il sindacato Asia-Usb e il centro sociale Xm24 hanno organizzato un presidio al campo in concomitanza con la visita e Luca Casarini ha sostenuto che «tutti noi dovremmo dare dei sonori schiaffi ai razzisti e agli xenofobi». Nessuna parola, invece, sugli schiaffi dati da quella donna sinti a una consigliera comunale, la quale per altro per quell’episodio non ha ricevuto nemmeno le scuse della comunità nomade, come chiarito da Fabbri.