Riunire le forze di centrodestra. Strada in salita, ma qualcosa si muove

Al lavoro per il dopo-Renzi. «Gli scissionisti – avverte Maurizio Gasparri – creano sempre danno a se stessi e agli altri e finiscono sempre male, al massimo con piccole e molto provvisorie prebende. Questo ci dice la storia, con rarissime e controverse eccezioni. Fu una grande idea creare il Pdl. Furono ottuse e suicide le azioni di sabotaggio che alcuni avviarono con premeditato astio quasi subito. Poi più d’uno si è illuso di tornare al passato, alcuni hanno scambiato un faticoso progetto con un comodo incarico di governo. E ora ci troviamo di fronte all’obbligo di una ripartenza». Il dibattito sul futuro del centrodestra cresce. E Gasparri incalza: «Per vincere abbiamo bisogno di unità, umiltà, concretezza, identità ed equilibrio. Forse anche di un nuovo strumento unitario. Chi ha coltivato l’illusione della deberlusconizzazione è fuori, per sempre, o ai minimi. Il ruolo di Berlusconi è essenziale, l’apporto di ciascun soggetto realmente esistente, è indispensabile. Leadership improvvisate o troppo sbilanciate non vinceranno. Ma anche le esclusioni reciproche sono sbagliate e portatrici di sconfitta. Servono idee chiare, perseveranza, qualità, piedi per terra»

L’analisi del Mattinale

«Solo insieme, tutto il centrodestra può costruire l’alternativa reale al Partito unico ma fragile di Matteo Renzi, al renzismo del fumo e senza arrosto, al chiacchiericcio inconcludente di questi mesi. Da queste colonne lo diciamo da mesi e mesi. Si deve lavorare in questa direzione. Lo dicono le nostre radici, lo dicono gli ideali che abbiamo in comune, lo dice la nostra gente che, a differenza nostra, non si è mai separata», scrive il Mattinale, la nota politica redatta dallo staff del gruppi Fi della Camera. «Dobbiamo tornare ad essere noi stessi. Solo così si potrà costruire l’alternativa a questo governo delle chiacchiere. Il governo Renzi è al capolinea, è lontano dalla realtà, è lontano dai problemi della gente. Non possiamo perdere questa occasione. Mettere insieme il centrodestra è un percorso obbligato. Un sondaggio di Demos ha detto a chiare lettere che, mentre Renzi perde punti, una coalizione Berlusconi-Alfano-Salvini insidierebbe il Pd, con Forza Italia e Nuovo Centrodestra in leggera risalita e la Lega che vola. E allora unità prima di tutto»

Le condizioni di Salvini

Ma la strada non è in discesa. «Non metto paletti, è il buon senso che mette i paletti a chi governa con Renzi. L’alternativa a Renzi non si fa con chi è al governo con Renzi», dice Matteo Salvini «Mi spiace – ha aggiunto riferendosi al partito di Alfano – ma c’è qualcuno che si è autoescluso». Il 13 dicembre – aggiunge – lanceremo da Milano la nostra proposta di rivoluzione economica e fiscale. Chi c’è è con noi, chi non c’è… auguri!».