Renzi piccolo dittatore? La Boschi lo difende e rimedia una figuraccia

La fedeltà di Elena Boschi va al di là di tutto e di tutti. Bisogna dargliene atto. Devoti al governo come lei ce ne sono pochi. Anzi, pochissimi. E pur di difendere il suo premier, a cui deve comunque la nomina a ministro, farebbe qualsiasi cosa, anche esporsi a figuracce. Il suo motto è nessuno tocchi Renzi. Perché Renzi è bravo e buono. Se sbaglia, pazienza, ce ne faremo una ragione. E se proprio ci dovessimo trovare alle strette, per uscirne fuori ci basterà pronunciare il nome del vecchio nemico: Silvio Berlusconi. Stai sicuro che la stampa ossequiosa ci dà ragione.

Lo scivolone della ministra

Ma stavolta la Boschi è stata smascherata, probabilmente vittima di un vuoto di memoria o della mancanza di un pallottoliere. Non deve essere tanto brava in matematica. L’opposizione ha infatti denunciato la deriva autoritaria del governo Renzi, che ormai non fa altro che agire per decreto e porre un voto di fiducia dopo l’altro. E lei, la “ministra”, per difendere don Matteo si è rifugiata nella solita contropolemica: «Nei suoi primi otto mesi di governo il governo Berlusconi ha fatto anche di peggio». Una piccola amabile bugia, dettata proprio dalla sua fedeltà assoluta. «Allucinazioni», commenta Renato Brunetta. Le cifre non lasciano dubbi e smascherano il giochetto.

I dati che mettono la Boschi in fuorigioco

Nei suoi primi otto mesi il governo Berlusconi ha prodotto 27 decreti, ha posto la questione di fiducia, tra Camera e Senato, solo otto volte.

Nei suoi primi otto mesi il governo Renzi ha prodotto 20 decreti e posto ben 25 volte la fiducia. Pari mediamente a 0,29 fiducie, tra Camera e Senato, per ciascun decreto Berlusconi e 1,25 fiducie, tra Camera e Senato, mediamente Renzi: più di 4 volte tanto.

«Il che dimostra – commenta Brunetta – che Renzi sta abusando della democrazia italiana e che la sua è un’insopportabile deriva autoritaria. Non bastano le certificazioni statistiche manipolate della Boschi ad occultarla».