Da primi della classe a manager mondiali: ecco gli 11 italiani al top

Carriera e meritocrazia: due concetti che da troppo tempo ormai nel Bel Paese sembrano diventati antitetici – fino ad arrivare ad escludersi l’un l’altro – ma che nel resto del mondo procedono in simultanea, con buona pace di sistema clientelare e ricorso alla segnalazione di rito, e con sommo gaudio di aziende affermate e brand emergenti. Portabandiera doc del successo fondato sulla preparazione e opportunamente declinato alla competività globalizzata, il “dream team” di manager italiani arrivati al vertice di note multinazionali a cui l’inserto economico di Repubblica, Affari e Finanza, ha dedicato un ampio servizio.  Una squadra di numeri uno disseminata sul campo imprenditoriale internazionale che nobilita professionalità e università italiane dai vertici di rinomate imprese che, dalla Estèe Lauder alla Vodafone, passando per la Logitech. Dal lusso alle telecomunicazioni, passando per l’intrattenimento virtuale e le biotecnologie, coprono l’intero panorama imprenditoriale. Ecco chi sono.

I favolosi 11 della “dream team” italiana nel mondo

1 – Ferdinando “Nani” Beccalli-Falco: numero due del gigante General Electric a Francoforte, guida le attività del gruppo in Europa e in Asia: il 40% del fatturato dell’impresa.

2 – Vittorio Colao: Ceo di Vodafone a Londra. Bocconiano poi volato ad Harvard per un master, ha mosso i primi passi della scalata alla classifica dei top manager tricolore nel mondo a Londra nella Morgan Stanley. Ha guidato l’articolata transizione da Omnitel a Vodafone, nel 2013. Ultimamente è alle prese con un piano organico di investimenti da 19 miliardi di sterline per lo sviluppo della banda “ultralarga” fissa e mobile.

3 – Riccardo Zacconi: Ceo della londinese King, artefice di un clamoroso sbarco a Wall Street spinto dal successo mondiale del videogioco online Candy Crush. Laureato in economia alla Luiss vanta tra i suoi successi, quello datato 1999, con l’acquisto del portale italiano Clarence che riceve finanziamenti per 100 milioni di dollari da alcune società britanniche.

4- Gabriele Cerrone: Ceo di Gensignia, che sta sperimentando fra la California e l’Italia nuovi test diagnostici per il tumore al polmone, nonché di Tiziana, altra compagnia biotech con base a Londra, oltre che fondatore della Synergy Pharmaceuticals di New York.

5 – Daniela Riccardi: Ceo di Baccarat a Parigi. Ha collezionato cariche in prestigiose aziende a partire dalla metà degli anni ’80: prima brand manager nella Procter & Gamble, poi, da Bruxelles, a Bogotà, passando per Città del Messico, Mosca e Canton, vienme richiamata in Italia da Renzo Rosso quale ceo della Diesel.

6 – Paolo De Cesare: Ceo della parigina Printemps, che ha guidato attraverso una serie di cambi di proprietà: da Pinault al gruppo Borletti, fino a quello del 2013 al fondo Divine del Qatar.

7 – Fabrizio Freda: Ceo del gigante della cosmetica Estée Lauder di New York. Tra i suoi fiori all’occhiello l’inserimento di Forbes nella top ten dei 10 Ceo meglio retribuiti del pianeta.

8 – Antonio Belloni: Capo operativo del gruppo Lvmh che nel 2011 con la sola vendita di alcune stock option, ha guadagnato 18 milioni di euro.

9 – Guerrino De Luca:  Ceo in Logitech, gigante dei mouse, delle tastiere e dei gamepad. Già ricercatore nella sede che aveva l’Olivetti in Silicon Valley e poi protagonista, a partire dagli anni ’90, di una brillante una brillante carriera in Apple.

10 – Franco Bianchi: Ceo bolognese di Haworth, artefice dell’affare con Poltrona Frau, che lo consacra manager globale.

11- Lorenzo Delpani: Ceo di Revlon, il colosso americano della cosmetica e dei profumi, bresciano laureato alla Bocconi, è entrato in azienda dopo l’acquisizione del gruppo spagnolo di prodotti professionali per saloni di bellezza, The Colomer Group, di cui era amministratore delegato.