«Piove, siamo in guerra, tutti nei rifugi». Il delirio di Marino in 8 mosse

Roma è stata messa in ginocchio. Non dall’alluvione ma dalla pioggia, una pioggia leggermente più intensa rispetto alla media. Strade allagate come al solito, nonostante il sindaco avesse garantito che migliaia e migliaia di tombini erano stati ripuliti. Una beffa, visto che i problemi si sono verificati negli stessi posti in cui si verificano sempre. I romani, invece, hanno vissuto un incubo chiamato Ignazio Marino. Perché il sindaco ha lanciato un allarme da Seconda Guerra Mondiale, tutti nei rifugi, ci stanno per bombardare, una battaglia senza precedenti. Poi si è messo in salvo prendendo il treno per Milano.

Ecco le otto iniziative belliche del sindaco, in una giornata di quasi ordinaria amministrazione:

1-chiuse le scuole della Capitale.

2- i cittadini invitati ad uscire di casa “solo per lavoro e necessità”.

3-Appello ai romani: “Limitate l’uso dell’auto”.

4-Chiusi anche i cimiteri comunali.

5-Chiusi i siti archeologici statali.

6-Chiusi il Colosseo ed i Fori Imperiali.

7-In alcuni municipi sono state individuate le scuole destinate a ospitare gli eventuali sfollati.

8-i residenti invitati ad “evitare di dormire nei seminterrati.

E ora i romani si chiedono: succederà tutto questo ogni volta che le previsioni daranno “pioggia intensa”?