Ecco perché in Romania ha vinto il centrodestra (a dispetto di Renzi)

Batosta per la sinistra. In Romania si conferma il successo nelle presidenziali del conservatore Klaus Iohannis,  al quale è andato il 54,5% dei consensi, rispetto al 45,5% ottenuto dal premier socialdemocratico Victor Ponta. Il vincitore Iohannis, un fisico 55enne appartenente alla minoranza tedesca della Transilvania che da anni è con successo sindaco di Sibiu, domenica notte ha raggiunto i suoi sostenitori nel centro di Bucarest, dove le proteste per i disguidi e la cattiva organizzazione del voto all’estero, si sono trasformate in festeggiamenti.

La gioia di Bucarest

A scendere in piazza, nella capitale e in altre città, erano stati infatti elettori di centrodestra, convinti dello “zampino” del governo di sinistra nella cattiva gestione anche al secondo turno del voto all’estero, serbatoio pressoché certo di voti favorevoli al fronte moderato. Poi, dopo i risultati almeno ventimila persone hanno festeggiato a Bucarest il suo successo. I rumors della vigilia del voto davano la vittoria di Ponta, tanto che aveva incassato anche il sostegno di Matteo Renzi.  Poi la doccia fredda: il web ha parlato di una vittoria a sorpresa. Ma in realtà non c’è stata nessuna sorpresa.

Sindaco di Sibiu amato dagli intellettuali e dalla Merkel

Di origini familiari sassoni, Iohannis è salito alla ribalta della scena politica da sindaco di Sibiu, città nel cuore della Transilvania che nel 2007 fu capitale europea della cultura. Nel 2009, anno delle presidenziali, il suo nome era stato proposto dai liberali per la guida del governo. La cancelliera tedesca Angela Merkel non gli ha fatto mai mancare il suo appoggio e gli intellettuali romeni sono oggi in maggioranza dalla sua parte perché la sinistra postcomunista ha messo in ginocchio l’economia.

Gli scandali hanno colpito i vertici del Psd

Il Paese è stato attraversato da una lunga serie di scandali di corruzione, che hanno raggiunto i vertici del Partito socialdemocratico e l’area del premier Victor Ponta. Il paese balcanico è fra i più poveri e arretrati della Ue ed è segnato dall’urgente bisogno di riforme dell’apparato statale e della pubblica amministrazione. La vittoria dell’outsider Iohannis può adesso far sperare in una lotta più incisiva alla corruzione finora dilagante, anche nella alte sfere del potere politico. E dare più slancio all’economia del Paese.