Il nuovo “patto del Nazareno” non piace a tutti in Forza Italia

Il day after dell’incontro tra Renzi e Berlusconi non ha riportato il sereno in Forza Italia. Anzi, se possibile, il comunicato congiunto con cui i due leader hanno ribadito la comune volontà di approvare le riforme relative all’architettura istituzionale e alla legge elettorale, cioè il cosiddetto Patto del Nazareno, ha reso ancor più diffidenti ed ostili quella parte di parlamentari “azzurri” sempre più convinti che una volta approvato il nuovo sistema di voto, si andrà alle urne.

Fitto mantiene toni bassi

Tra le tante voci critiche che nel partito berlusconiano si sono levate contro il Patto rinnovato non spicca quella di Raffaele Fitto, di recente recuperato nel gruppo di testa del partito. L’europarlamentare continua a pungolare ma i suoi toni sono bassi. Dai microfoni di Radio Anch’io, si limita a dare ai suoi appuntamento in Parlamento, forte delle decisioni assunte nel corso dell’ultimo ufficio di residenza, tra cui «quella di assumere iniziative parlamentari in cui far emergere forte e chiara la nostra posizione e quella per cui non accetteremo diktat e imposizioni».

«Renzi ci vuol portare al voto»

Decisamente critico il senatore Augusto Minzolini, che a proposito dell’incontro parla apertamente di «commedia degli equivoci». Il vero nodo è la durata della legislatura, che molti ora considerano alquanto accorciata dal disco verde del Cavaliere alla nuova legge elettorale. Lo fa capire lo stesso Minzolini quando ricorda che la legge elettorale si approva in un mese, la modifica della Costituzione in un anno. Con queste premesse – è il suo ragionamento – arrivare al 2018 è impossibile. «Il patto del Nazareno si è trasformato nel Nazareno delle beffe», è invece la sintesi che racchiude il pensiero del tesoriere forzista Maurizio Bianconi. Il suo commento sull’incontro è addirittura tranciante: «Berlusconi ha confermato il patto. Per esserci, per non venire cancellato. Poi, per salvare la faccia, si è finto di lasciare due cose in sospeso, in realtà già definite». La battaglia, come si vede, è solo all’inizio.