A Palazzo Chigi ormai governa Rutelli. Ecco chi sono i suoi 10 “infiltrati”

«No, non è il mio governo. Io sono amico di tutti loro, ministri e sottosegretari, ma queste decisioni le prende chi guida, non chi ha realizzato la scuola di formazione…». Si sente un maestro, Francesco Rutelli, ma non un regista occulto. Eppure da ieri in tanti definiscono l’esecutivo Renzi “er governo Rutelli”, giocando, come fa Il Foglio, sulle origine romane del Piacione e sulla sua capacità di esserci, anche quando non c’è. La nomina di Paolo Gentiloni a ministro degli Esteri è la conferma che il premier preferisce la trazione “margheritina” a quella “piddina”, e anche stavolta ha pescato in quella che fu la culla politica del rutellismo, visto che il neo titolare della Farnesina aveva iniziato la sua carriera politica proprio come portavoce dell’ex sindaco di Roma.

La Balena Bianca a Palazzo Chigi: ecco i dieci “rutelliani” di governo

Con l’ingresso di Paolo Gentiloni al governo, diventano dieci gli uomini di Rutelli nella squadra di Renzi. Un po’ troppi per un governo che aspira ad essere di sinistra e a non lasciare per strada pezzi del Pd che spingono per posizioni più tradizionali su temi cari al popolo dei post-comunisti. Se a questo si aggiunge la matrice democristiana dell’alleato di centrodestra, il Ncd di Angelino Alfano, si capisce perché la fedelissima di Bersani, Paola De Micheli, new entry nel governo come sottosegretario, si affretti a chiarire che lei è lì per “fare da pontiera con il Pd”. Un ponte lungo almeno quanto quello – immaginario – dello stretto di Messina. Un ponte che al momento vede passeggiare i dieci rutelliani doc nelle stanze di Palazzo Chigi, a cui andrebbero aggiunti anche tutti i “margheritini”, da Lorenzo Guerini a Graziano Del Rio, che fanno riferimento a quell’area. Ecco chi sono i rutelliani doc.

1 – Dario Franceschini: il ministro dei Beni Culturali è il più democristiano di tutti, il rutelliano della prima ora, visto che già dal 2009, nel Pd, l’ex sindaco di Roma lo sostenne nella corsa alla segreteria. Poi i due hanno vissuto fasi alterne di amicizia politica, ma sempre nel panzone gonfio della Balena Bianca.

2- Lapo Pistelli: ex margheritino anche lui, ha perso la corsa per la poltrona della Farnesina più per il suo imbarazzante (per Renzi) passato da datore di lavoro di Matteo che per i veti di Napolitano. Ma anche lui può legittimamente dire “mi manda Rutelli”.

3 – Giampiero Bocci: il sottosegretario agli Interni, umbro, ex dc, è stato uno dei fondatori e amministratori della Margherita e a Rutelli è legato anche dalla triste vicenda dei fondi del partito dilapitati dal tesoriere Lusi. In aula, a testimonare contro di lui, Bocci e Rutelli si trovarono fianco a fianco e respinsero tutte le illazioni dell’indagato.

4 – Antonello Giacomelli, sottosegretario allo Sviluppo economico, con delicatissime deleghe alla Comunicazione, è stato uno dei dirigenti della Margherita e fu indicato da Rutelli per la carica di segretario della sezione oscana al termine di vicende burrascose svoltesi al suo interno, come ricorda questo articolo dell’Unità.

5 – Roberto Reggi, sottosegretario all’Ustruzione uscente, ora al Demanio, è anch’egli un esponente della Margherita rutelliana, ma anche un renziano doc della prima ora.

6 – Sandro Gozi, sottoseretario alla presidenza del Consiglio, è un altro politico cresciuto nel vivaio rutelliano ma vanta solide radici prodiane, essendo entrato nel Pd proprio in quota “mortadella”

7 – Pierpaolo Baretta, sottosegretario all’Economia, ha una formazione da sindacalista nelle file della Cisl, la sigla di diretta espressione democristiana, che lo proiettò nel 2009 in politica con un seggio sicuro nel Veneto e la benedizione, indovinate di chi?

8 – Luigi Bobba, esponente dell’associazionismo cattolico, attuale sottosegretario al Lavoro, condivise inizialmente con Rutelli il percorso politico che portò alla nascita di una compagine italiana, sul modello americano, dei Teodem, poi lentamente assorbita dai progetti della Margherita.

9 – Paolo Gentiloni, ministro degli Esteri, è l’ultimo arrivato dei rutelliani nella squadra di Palazzo Chigi. Di Rutelli, Gentiloni fu collaboratore e assessore durante il mandato di sindaco, per poi assumere un’importante delega al Giubileo.

10 – Filippo Sensi, attuale spin doctor di Renzi a Palazzo Chigi, fu responsabile della comunicazione del Rutelli sindaco.