La notte nera di Halloween non è più una festa per bambini

I santi erano ultimi per il mondo ma primi per Dio. Lo ha detto papa Francesco nel giorno della celebrazione dei Santi che segue la tempestosa notte di Halloween.

L’anatema di “Avvenire”

Una ricorrenza, la festa delle zucche, cui la Chiesa ha sempre guardato con sospetto contrapponendo la luminosità dell’esempio dei santi al buio delle streghe e dei demoni protagonisti dell’antica festa celtica del Samain. Ed è stato il quotidiano dei vescovi Avvenire a mettere in guardia contro la trasformazione che la festa di Halloween sta subendo, non solo in Italia.

Sangue e mostri

La frase rituale dolcetto o scherzetto infatti ormai non caratterizza più questa celebrazione, segnata da un ossessivo ricorso al macabro che deve preoccupare gli osservatori più attenti. Questo il punto di vista del quotidiano della Cei che dà la parola al responsabile anti-sette della comunità Papa Giovanni XXIII, don Aldo Buonaiuto. Quest’ultimo spiega che Halloween venne rilanciata come fenomeno commerciale studiato per i bambini (in effetti il veicolo principale di divulgazione della feste delle zucche furono i McDonald’s con serate a tema per far divertire i più piccoli) ma da dieci anni a questa parte la ricorrenza “si è trasformata nell’esaltazione dell’horror,una vera gara a chi riesce ad allestire l’idea più macabra. Le vetrine, così come l’arredo di locali e discoteche, espongono sangue e mostri, facce deformi e teste mozzate, un insulto a quanto sta accadendo nel mondo… Si va a cercare la deformazione della bellezza e della dignità del corpo. Ora la mia domanda è: abbiamo bisogno di questo?“.

Riflessione da approfondire

Una riflessione sicuramente da approfondire tenendo gli occhi bene aperti su cosa attira, in questa festa, adolescenti e giovani che ne sono i veri protagonisti: basti ricordare, in proposito, che la zucca ormai appare persino “superata” per lasciare spazio, nelle feste della notte del 31 ottobre, ai biscotti a forma di dito mozzato o al dolce realizzato con “occhi di vampiro”. È vero, dunque, che ci si ingegna a rendere ancora più “dark” la festa più nera dell’anno. Tutto questo sarà senza conseguenze?