«Non vi consegneremo i franchisti»: la Spagna “gela” l’Argentina

Il governo spagnolo rifiuterà la consegna all’Argentina di venti ex dirigenti franchisti accusati di crimini durante la dittatura spagnola, nell’inchiesta aperta a Buenos Aires dal giudice Maria Servini de Cubria, per i quali l’Interpol ha spiccato ordini di arresto preventivo, ai fini dell’estradizione. Lo ha annunciato il ministro della Giustizia, Rafael Catalá, che ha motivato la decisione con la prescrizione dei reati e la vigenza in Spagna della Legge di Amnistia del 1978. Fra i venti accusati nell’unico processo contro i crimini del franchismo aperto in Argentina sulla base della giurisdizione universale figurano gli ex ministri Rodolfo Martin Villa, figura chiave della transizione, e José Utrera Molina.

Le parole di José Utrera Molina

Particolarmente famoso è proprio Utrera Molina, falangista e seguace di José Antonio Primo de Rivera (il cui profilo fu oggetto di un libro di Giorgio Almirante). Molto nota, sul web, l’intervista in cui Utrera Molina raccontò di sé, spiegando il motivo delle sue scelte politiche e quindi della sua adesione al falangismo: «Credo che a soli nove anni ho sentito l’inno falangista. L’ho ascoltato con il mio vicino di casa il cui padre fu assassinato: Morante Enrique Villegas. Ho imparato le prime frasi di Cara al Sol e devo confessare ora, dopo tanto tempo, che quelle note erano magiche per me, mi hanno riempito completamente, inondando la mia anima di un profumo che non avevo mai sentito». E ancora: «José Antonio Primo de Rivera è apparso davanti a me come un leader leggendario, ancora ignaro del significato storico che doveva avere la sua figura». Cara al Sol era l’inno del partito nazionalista spagnolo. Il testo venne scritto tra il novembre e il dicembre del 1935 dal poeta Dionisio Ridruejo, dallo stesso Primo de Rivera assieme ad altre personalità del partito. Il canto nacque come alternativa ai canti socialisti e realisti.