«Non stiamo sereni»: i pensionati all’attacco del premier

«Non stiamo sereni. Vogliamo delle risposte, perché di promesse non si vive». È lo slogan adottato dai pensionati che vanno all’attacco del governo dell’illusionista Renzi che ha dimostrato di non considerare la giustizia sociale una priorità della sua azione. Hanno scelto una giornata di mobilitazione unitaria i sindacati Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uil-Pensionati, che vede coinvolte Milano, Palermo e Roma per incalzare Palazzo Chigi. «Questo governo ha promesso più equità», dicono chiedendo «meno tasse anche ai pensionati perché la vita è uguale per tutti».

«Siamo molto arrabbiati»

Nel sollecitare un incontro urgente con il governo, i sindacati ricordano le rivendicazioni finora inascoltate dal premier, a partire dall’estensione anche ai pensionati del bonus da 80 euro. E ancora:  “risorse per la cura”, “meno sprechi”, “più welfare”. «I pensionati vogliono risposte per il lavoro dei nostri figli e nipoti – ha sottolineato da Milano il segretario generale dello Spi-Cgil, Carla Cantone – per lo sviluppo e l’occupazione. Per tutelare il reddito da pensione. Per un welfare pubblico e solidale. Per una legge sulla non autosufficienza. Per la lotta a sprechi e privilegi. Per estendere la riduzione delle tasse anche ai pensionati perché discriminarli è una grave ingiustizia». Non siamo sereni – ha aggiunto – anzi, siamo molto arrabbiati perché in 15 anni abbiamo perso fino al 30% del potere di acquisto delle nostre pensioni.

Tre milioni sotto la soglia di povertà

Nel mirino l’atteggiamento snobistico del premier, occupato da altre vertenze. «Questo governo non tratta più, parla solo con il potere e con Confindustria e questo non è di sinistra», ha attaccato il segretario generale della Uil  pensionati Romano Bellissima a Palermo dal teatro Politeama di Palermo. «Ci sono oltre 3 milioni di pensionati, secondo gli ultimi dati dell’Istat che vivono al di sotto della soglia media di povertà e si prevede una crescita del 20 per cento quest’anno – ha aggiunto Bellissima – mentre il governo segue la strada della propaganda e non dei bisogni di cittadini e pensionati».

Quegli 80 euro negati

«Non ci può essere l’ equazione pensionati-povertà – avverte la leader della Cisl, Annamaria Furlan, alla manifestazione unitaria di Roma – le pensioni sono bloccate da 15 anni. Il 50% dei pensionati non arriva a 1.000 euro, e per 3,5 milioni la pensione è inferiore a 500 euro. Ancora una volta avevamo chiesto che gli 80 euro fossero estesi ai pensionati. Questo non è avvenuto neanche con la Finanziaria».