«Niente visita al campo nomadi»: Salvini aggredito dai Centri Sociali

Hanno assalito a calci e pugni la macchina del segretario della Lega NordMatteo Salvini. Un’aggressione gravissima che è parzialmente fallita nel suo intento, quello di picchiare il leader della Lega, solo grazie alla prontezza di spirito dell’autista che è riuscito, miracolosamente, ad accelerare e ad uscire dall’accerchiamento portando in salvo il segretario e altri 4 leghisti che erano con lui, due ragazze e il candidato sindaco della Lega a Bologna, Alan Fabbri.
Così, con un gesto ignobile e vile, cinquanta malviventi dei Centri Sociali bolognesi hanno messo in atto quello che avevano ampiamente annunciato per impedire, assieme ai partigiani dell’Anpi, al segretario della Lega Nord un suo legittimo diritto, quello di visitare il campo nomadi di via Erbosa a Bologna dove, nei giorni scorsi, una consigliera comunale della Lega Nord della città felsinea, Lucia Borgonzoni, era stata aggredita e ripetutamente schiaffeggiata da alcuni zingari.

Aggrediti i ragazzi della Lega che raccoglievano firme

Schierati nei pressi del campo nomadi già teatro del vergognoso episodio di aggressione nei confronti della Borgonzoni, vecchi partigiani dell’Anpi e malviventi dei Centri Sociali hanno aggredito alcuni ragazzi della Lega Nord bolognese che stavano raccogliendo firme sul posto per chiudere il campo nomadi. I criminali dei Centri sociali hanno circondato i ragazzi, li hanno insultati strappando loro dalle mani i fogli con la raccolta delle firme e poi hanno tentato di aggredirli a calci. Fortunatamente c’era un presidio di agenti di polizia e militari della guardia di Finanza in assetto antisommossa che hanno protetto i ragazzi della Lega dall’aggressione dei Centri Sociali.
Poi l’altra aggressione a Salvini che si trovava nel parcheggio dell’Hippobingo di via dell’Archeggio, a un centinaio di metri da via Erbosa, in attesa dell’arrivo della polizia, con i cronisti, fra i quali il reporter del Corriere della Sera che ha ripreso in diretta la scena dell’aggressione, a qualche centinaio di metri dal campo nomadi dove, insieme al candidato regionale Alan Fabbri e alla consigliera comunale Lucia Borgonzoni, è stato raggiunto dai Centri Sociali. I tre della Lega Nord hanno cercato di sottrarsi all’aggressione entrando in macchina. Ma gli aggressori li hanno raggiunti: due malviventi dei Centri Sociali hanno subito assalito l’auto di Salvini, uno dei due criminali è salito addirittura in piedi sul cofano cercando di impedire che l’auto con il segretario a bordo partisse. Poi, via via, sono arrivati anche gli altri dei Centri Sociali, una quarantina in tutto, che hanno circondato l’auto per impedire al segretario della Lega nord e agli altri due esponenti di sottrarsi al linciaggio. E’ stata solo grazie alla freddezza e allo spirito di iniziativa dell’autista di Salvini che il linciaggio dei tre esponenti della Lega non ha avuto conseguenze tragiche.

Sfondato il lunotto e il parabrezza della macchina di Salvini

L’uomo ha accelerato facendo scivolare dal cofano e dall’auto gli aggressori dei Centri Sociali, l’auto è uscita dal parcheggio sulla via principale, inseguita dal gruppo di manifestanti che hanno lanciato pietre e altri oggetti, sfondando il lunotto posteriore e il parabrezza dell’auto del segretario della Lega nord.
«Così i balordi dei Centri sociali hanno distrutto la nostra macchina, prima ancora che ci avvicinassimo al Campo Rom. Noi stiamo bene. Bastardi. Sassate sulla macchina, calci, pugni e sputi. Se questa è la Bologna “democratica e accogliente”, dobbiamo liberarla», ha poi scritto sul proprio profilo Facebook il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, postando una foto della sua auto con il parabrezza infranto, dopo l’assalto di Bologna da parte dei Centri Sociali.
La Volvo del segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, ha anche diverse ammaccature sul parabrezza e sul tergicristallo. La macchina è stata infatti colpita con alcune cinghie dai manifestanti, alcuni dei quali sono saliti con i piedi sulla vettura. I manifestanti erano riusciti a raggiungere il luogo in cui Salvini aveva dato appuntamento alla stampa, urlandogli «assassino, assassino», grazie al fatto che sul posto non erano presenti agenti della polizia.

Li denunceremo tutti, devono finire in galera e pagare

Poi in una conferenza stampa in un albergo di Bologna Salvini ha ricostruito l’episodio: «Siamo stati preventivamente assaliti quaranta contro quattro. Per fortuna la macchina era vicina e siamo illesi…altrimenti saremmo a raccontare un’altra cosa – ha detto il segretario della Lega Nord – C’erano due ragazze dietro e per fortuna le schegge non le hanno colpite. Se uno pensa di farmi paura così sbaglia».
«Spero che la condanna sia unanime, e non ci siano fenomeni che dicono che sono ragazzi – aggiunge Salvini – Questa non è politica, il problema sono loro. Sono dei violenti. Denunceremo tutti quanti, alcuni mi dicono essere conosciuti dalle forze dell’ordine: spero paghino e finiscano in galera». I malviventi dei Centri Sociali, nonostante le immagini dell’aggressione siano chiarissime e cristallizzate dai filmati dei cronisti presenti sul posto, provano a sostenere che da parte di Salvini c’era la volontà di investirli. «Salivano sul tetto e sul cofano. E io mi dovevo fermare, scendere e fumarmi una sigaretta? Meno male che l’auto era a portata di mano», replica il segretario della Lega Nord.
«Hanno cercato di linciarci», rincara la dose dal suo profilo Facebook la Borgonzoni che era al fianco di Salvini nella visita allo stesso campo rom dove pochi giorni fa lei stessa aveva subito uno schiaffo da una zingara che abita nel campo.