Napolitano lancia l’allarme: centri sociali e islamisti minacciano l’Italia

La pace in Italia è a rischio,  sotto il duplice attacco dei terroristi islamisti, da un lato,  e degli antagonisti nostrani, dall’altro.  A lanciare l’allarme, in occasione della festa delle Forze Armate e dell’Unità Nazionale, è il presidente Napolitano. «Si vanno affermando – ha detto il capo dello Stato – nuove e aggressive forme di estremismo e di fanatismo» che rischiano di «insediarsi» in Italia «infiltrandone progressivamente la società: questa è una minaccia reale, anche militare». Non c’è da scherzare né da tenere bassa la guardia, perché la miscela tra fanatismo religioso ed estremismo dei centri sociali potrebbe risultare altamente devastante per la vita nazionale. «Vi è il rischio  che, sotto la spinta esterna dell’estremismo e quella interna dell’antagonismo, e sull’onda di contrapposizioni ideologiche così datate e insostenibili, prendano corpo nelle nostre società rotture e violenze di intensità forse mai viste prima».

L’ingenuo pacifismo

Il presidente della Repubblica mette in guardia anche dal pericolo rappresentato da certo pacifismo di maniera che, in nome di un antimilitarismo retorico e declamatorio, riduce le difese delle società democratiche dalla minaccia delle organizzazioni terroristiche.  «Penso che da parte di ogni paese Nato si debba esser seri nel prendere decisioni, che non possono mai avallare visioni ingenue, non realistiche, di perdita di importanza dello strumento militare». Napolitano denuncia «una ricorrente pressione per una riduzione quasi di principio di quell’impegno e dei suoi costi». Quello del capo dello Stato è un “alto monito” che sicuramente non piacerà alla variopinta galassia della sinistra italiana e che acquista un significato particolare proprio nel giorno in cui la Repubblica rende omaggio alla storia delle Forze Armate e alla dedizione di tutti gli italiani in divisa, in particolare a quella di coloro che sono impegnati a tutelare la pace nelle aree più calde della Terra.