Napoli, antagonisti scatenati contro la polizia. In corteo anche deputati grillini

Lancio di bombe carta, scontri con la polizia, cinque agenti feriti e un operatore Rai finito al pronto soccorso dopo essere stato colpito a una gamba da un petardo. È pesante il bilancio della manifestazione organizzata a Napoli dai centri sociali e da altre sigle del movimentismo più radicale contro il decreto Sblocca Italia, per una norma che prevede il commissariamento dei progetti di riqualificazione dell’area di Bagnoli, dopo il fallimento della società Bagnolifutura.

Fra i manifestanti, deputati M5s e assessori comunali

Al corteo, giunto davanti alla Città della Scienza, hanno partecipato le sigle come Stop Biocidio, Cobas, Usb, movimenti studenteschi, il Comitato Acqua pubblica bene Comune, No Triv contro le trivellazioni e Carc. Ma vi hanno preso parte anche molti eletti, fra i quali diversi esponenti della giunta de Magistris, compreso il vicesindaco Tommaso Sodano, e del M5s, compreso il vicepresidente della Commissione di Vigilanza Rai, Roberto Fico.

Fico incendia gli animi e poi scappa

Molti manifestanti avevano tute nere e caschi, che facevano presagire intenti non esattamente pacifici. Nonostante questo, i rappresentanti istituzionali si sono allontanati dal corteo solo quando sono iniziati gli incidenti. E, nel caso di Fico, solo dopo aver rilasciato dichiarazioni incendiarie. «Non accettiamo che da Roma nominino un commissario che crei nuova speculazione edilizia, vogliamo il rispetto del piano urbanistico», ha detto il vicepresidente della Vigilanza Rai, avvertendo che «se necessario impediremo anche fisicamente che avvenga, per Bagnoli, una nuova “mani sulla città”».

Lacrimogeni dopo le bombe carta

Prima degli scontri veri e propri, i manifestanti avevano divelto segnali stradali e ribaltato cassonetti della spazzatura, cercando di creare delle barricate. C’era stato anche un tentativo di dialogo con le forze dell’ordine, finito in un nulla di fatto quando dal corteo è iniziato il lancio di oggetti, tra i quali oltre ai petardi e alle bombe carta, anche delle mazze. Lancio cui la polizia ha risposto con i lacrimogeni. Una volta sciolta l’adunata, i manifestanti si sono radunati alla facoltà di Ingegneria della Federico II, dove era atteso anche il sindaco sospeso Luigi de Magistris.