Il Pd vuole che lo Stato compri Mps, la sua banca quasi fallita. No di FI

Una commissione d’inchiesta parlamentare che faccia luce sullo scandalo Monte del Paschi di Siena: a chiederlo Maurizio Gasparri all’indomani della sentenza del tribunale di Siena che ha condannato l’ex presidente Giuseppe Mussari, l’ex dg Antonio Vigni e l’ex capo area finanza Gianluca Baldassarri a 3 anni e 6 mesi con l’interdizione di 5 anni dai pubblici uffici. Una condanna che arriva esattamente a 13 mesi dalla prima udienza del processo (settembre 2013), con rito immediato, che vedeva gli ex vertici del Monte accusati, in concorso, di ostacolo all’esercizio delle funzioni delle pubbliche Autorità di Vigilanza. I pm (Antonino Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso) avevano chiesto 7 anni per Mussari, («L’attore protagonista e regista di un film drammatico», ha detto Grosso) e 6 per gli altri due imputati.

Il governatore Rossi chiede l’aiuto di Renzi

Per quanto riguarda il futuro del Monte, dove Ubs è salita al 3,42%, un aiuto potrebbe arrivare dalla Fondazioni con l’acquisto i Monti bond (circa 1,1 mld) ancora nelle casse di Mps. Mentre il presidente della Toscana, Enrico Rossi, chiede l’intervento diretto del governo, «che dovrebbe entrare temporaneamente nel capitale della banca». Proposta respinta al mittente da Fratelli d’Italia. «Anziché invocare l’intervento dello Stato – replica il capogruppo Fdi in Consiglio regionale della Toscana Giovanni Donzelli, – che dovrebbe sborsare un altro miliardo di euro per il pozzo senza fondo del Monte dei Paschi dopo i quattro già garantiti dal governo Monti, Rossi e il Pd si prodighino a far restituire i soldi a tutti quelli che in questi anni hanno goduto delle “vacche grasse” garantite dal Monte dei Paschi, a partire da tutti i dirigenti nominati direttamente o indirettamente dai partiti».

Il titolo Mps ha chiuso a -10,46

Per ora le difficoltà di Mps sono confermate dalla Borsa: subito dopo la sentenza il titolo Mps ha chiuso a -10,46%, a 0,60 euro. In attesa delle soluzioni che dovranno uscire dal cilindro di Alessandro Profumo e Fabrizio Viola costretti a trovare 2,11 miliardi dopo la bocciatura della Bce, Forza Italia chiede risposte immediate. Per Gasparri, «occorre una grande operazione verità che, al di là degli attuali condannati (solo piccole pedine della bottega rossa), metta sul banco degli imputati capi della sinistra e controllori dormienti di via Nazionale».  Il vicepresidente del Senatochiederà infatti «che se ne occupi il Parlamento con un’inchiesta che faccia luce su uno scandalo che ha già causato danni devastanti, anche in Borsa, e rischia di alimentare il panico di risparmiatori, investitori e correntisti. Tanti cambiano banca. E c’è da capirli. Se fossimo al posto dei capi presenti e passati di Banca d’Italia non ostenterei sicurezza per questa prima sentenza. Ben altro potrebbe emergere a loro carico. Tanti sanno e forse ora avranno la forza di confermare quanto ci dicono. Il Parlamento – conclude Gasparri – è la sede per la verità, su Siena e su via Nazionale».