Milano, un solo sgombero (fallito) su 200 chiesti. E l’ultrasinistra detta legge

Milano: il caos regna sovrano nelle periferie della città. E nel “balletto” degli sgomberi forzati delle case popolari e delle rioccupazioni degli stessi immobili a poche ore di distanza urla il silenzio dell’amministrazione Pisapia. Il copione della cronaca quotidiana ripropone ormai la stessa scena di volta in volta: camionette delle forze dell’ordine in assetto antisommossa piazzate militarmente davanti ai palazzoni presi abusivamente d’assalto. Gli scontri fisici tra manifestanti dell’ultrasinistra e agenti nel coro delle operazioni di sgombero. Il lancio di pietre, petardi, uova, e qualunque cosa possa esprimere la rabbia degli sfrattati e il presenzialismo coatto di chi cavalca la protesta. L’immancabile firma dei centri sociali. E nelle note a margine di un testo che sembra ripetersi drammaticamente ad ogni sgombro, la presa di posizione del ministro Alfano (linea dura a oltranza) e le recriminazioni polemiche contro il sindaco Pisapia, grande assente ingiustificato. Ecco, nel dettaglio, le dichiarazioni istituzionali e le osservazioni polemiche del mondo della politica in materia delle ultime ore.

Le reazioni agli sgomberi e alle ri-occupazioni

1 – Angelino Alfano. Ai microfoni di Rtl 102,5 il titolare del Viminale ha dichiarato: «Siamo chiamati a far rispettare la legge che mette come titolo la lotta all’occupazione abusiva degli immobili: saremo duri e inflessibili per gli immobili abusivamente occupati, lo abbiamo già fatto con alcuni centri sociali. Lo abbiamo fatto in alcune periferie. Lo abbiamo rifatto martedì a Lorenteggio, a Corvetto l’altro giorno e anche in condomini in cui vi erano tante persone in situazioni di difficoltà, con donne e anziani. Lo abbiamo fatto perché le case non si occupano, perché c’è il diritto di proprietà e in altri casi c’è il diritto al rispetto della graduatoria che ti vede assegnatario di una casa».

2- Maria Stella Gelmini. «Il Comune non riesce a sgomberare e, quando lo fa, si trova la strada sbarrata dai suoi amici: centri sociali, antagonisti, occupatori di professione», ha dichiarato nelle ultime ore Mariastella Gelmini, coordinatrice regionale di Forza Italia Lombardia. «A pagare sono i milanesi onesti in attesa della casa – ha proseguito l’ex ministro dell’Istruzione – e le forze dell’ordine mandate a fronteggiare i violenti. E anche sulle graduatorie comunali regna la più assoluta incertezza. Questa situazione supera ogni previsione. E il sindaco è già in fuga… Dopo i primi scontri gli assessori di Palazzo Marino hanno tentato una controffensiva mediatica a base di «colpa di chi c’era prima». Una campagna basata sul nulla, perché negli anni del centrodestra la gestione era molto più efficace, e si basava sugli sgomberi programmati e sul mix di sicurezza e intervento sociale, garantendo percorsi di reinserimento sociale a tutti i livelli: abitativo, formativo, economico».

3 – Riccardo De Corato. E sulla gestione dell’incandescente tema delle occupazioni delle case popolari non riparmia critiche neppure Riccardo De Corato, vicepresidente del Consiglio comunale e capogruppo di Fratelli d’Italia-An in Regione. «Alfano a Rtl 102,5 ha parlato delle responsabilità del sindaco sui mancati sgomberi, ma ha taciuto il fatto che il prefetto (che da lui dipende) ha detto che non ci saranno né blitz né task force: e infatti avevamo chiesto 200 sgomberi e ne viene fatto uno al giorno (subito pure ri-occupato)… Ultimamente sono stati sgomberati due centri sociali solo perché avevano osato toccare una sede del Pd, mentre tutti gli altri godono di ottima salute… E il sindaco dov’è? Pisapia non solo non condanna i centri sociali ma addirittura apre dei tavoli e regolarizza il Leoncavallo»…