Milano, affitti stracciati per le case del Policlinico: ecco le vie dello scandalo

Nuovo scandalo nella Milano delle case occupate e del racket delle case popolari. Capita che nello stabile di via Ciro Menotti 16 un appartamento di quasi 90 metri quadrati venga affittato a 266 euro e che nello stesso edificio incredibilmente ci sia chi addirittura paga 148 euro all’anno — 12 euro e qualche spicciolo mensile — per 76 metri divisi in cinque vani. Si tratta di una delle tante case  del Policlinico, di proprietà della Fondazione Ca’ Granda, affittate a prezzi stracciati, che definire fuori mercato è un eufemismo.

Affitti stracciati, le vie dello scandalo

Lo racconta in un un’inchiesta Repubblica. Altri casi inverosimili di un patrimonio composto da oltre 1.200 lasciti — tra abitazioni, intere palazzine e terreni:  «In via Castel Morrone, al civico 5, il Policlinico ha ereditato un intero palazzo dell’inizio del Novecento. Signorile, una facciata più che dignitosa, per ottenere uno studio da 80 metri quadri in affitto bastano 513 euro al mese. Per le abitazioni la pigione è ancora più bassa, forse perché al catasto lo stabile a due passi da corso Indipendenza è registrato come A3, ovvero «abitazione di tipo economico». Così per avere un appartamento da 105 metri quadri, sei vani, bastano 466 euro ogni mese».

Niente vip e politici tra i locatari

In via Guerrazzi 9, per fare un altro esempio, un ufficio da 223 metri e dieci vani viene affittato a 2mila 750 euro mensili, tutto sommato abbastanza in linea. Ma se si opta per un appartamento — categoria A2 di tipo civile residenziale — per 192 metri quadri, sei vani e mezzo, bastano invece 1.000 euro. Lo scandalo continua in via Leopardi 20, vicino a Santa Maria delle Grazie, un ufficio da 100 metri quadri – leggiamo su Repubblica – viene attualmente affittato a 1.250 euro al mese. Mentre un’abitazione da 152 metri, con sette vani, addirittura a meno di mille euro. Questa volta non troviamo nessun inquilino vip o politico a beneficiare di queste vere e proprie regalie. Ma questo non ci consola, perché la denuncia di  questi affitti scandalosamente fuori mercato in zone prestigiose parte dal 2007 senza sortire particolari effetti, visto che nel 2011 scoppiò nuovamente un caso Affittopoli che ha coinvolto diversi enti controllati dalla politica. Oggi le cose sono addirittura peggiorate, perché in tempi di crisi constatare sacche di privilegio incontrollate fanno venire il sangue agli occhi.