Meloni va a Tor Sapienza e “chiama” Marino: «Vieni qui a vedere»

Per qualcuno è la resa dello Stato. Per altri l’unica soluzione possibile. Il trasferimento degli ospiti del Centro di accoglienza di Tor Sapienza, sui giornali di oggi, divide gli opinionisti e non solo loro. In realtà lo spostamento non è nulla di risolutivo, almeno stando alle parole del vicesindaco Luigi Nieri, secondo il quale «il centro funzionerà ancora», perché «Roma rifiuta in maniera netta ogni forma di violenza, razzismo e degrado».

 Meloni chiede un incontro a Marino: «Venga qui»

Il numero due del Campidoglio, dunque, preferisce rifugiarsi nell’idea che dietro le periferie romane in fiamme vi sia principalmente un’avversione verso gli immigrati. Una tesi che più che grossolana è comoda, perché una lettura più approfondita potrebbe portare a dire quello che ha detto Giorgia Meloni, la prima rappresentante politica a visitare Tor Sapienza. «Queste persone in realtà non hanno un problema di rapporto con gli immigrati e con l’immigrazione, hanno un problema di rapporto con le istituzioni che si sono dimenticate di loro». Prima su Twitter e poi con un intervento sul quotidiano Il Tempo, la Meloni ha anche chiesto un incontro con il sindaco Ignazio Marino, dopo averlo invitato ad andare nel quartiere per rendersi conto di cosa stia accadendo davvero.

La tesi dei movimenti “infiltrati”

Un’altra tesi che pure ha trovato un certo spazio sui media e, forse, si è insinuata in parte dell’opinione pubblica è quella secondo cui le proteste sarebbero eterodirette, alimentate da “infiltrati” di movimenti politici. Primo indiziato: CasaPound Italia, non solo perché è il movimento dell’area di destra più forte a livello romano e nazionale, ma anche per la vicinanza con quella Lega di Salvini e Borghezio che da qui ai prossimi giorni sarà più volte a Tor Sapienza. Si parte oggi con la visita di Borghezio, si proseguirà con quella di Salvini, «quando la situazione – ha annunciato il segretario federale – sarà più tranquilla».

Iannone: «Non c’entriamo con gli incidenti»

Ma che CasaPound non fosse tra le file della rivolta di Tor Sapienza lo ha chiarito lo stesso presidente del movimento, Gianluca Iannone in un’intervista a Il Tempo. «No, non c’eravano lunedì e martedì a Tor Sapienza. Non abbiamo partecipato agli incidenti, ma ci andremo con Mario Borghezio per dar voce a chi non è stato ascoltato da nessuno».