L’assassino è nullatenente. Il fisco batte cassa alla madre della vittima

Riesce ad avere giustizia per l’omicidio della figlia ma poiché l’assassino è nullatenente, al termine del procedimento civile, l’Agenzia delle Entrate si rivale sulla madre della vittima chiedendole 7500 euro per l’omesso pagamento di imposte e oneri accessori dovuti sulla sentenza civile. A rendere nota la storia, sono gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, legali di Rosa Polce, madre di Carmen Polce, la 31enne uccisa nel 2005 in un’abitazione del Casertano dal convivente, con un colpo contundente alla testa.

Le vittime obbligate a pagare

Dopo dieci anni, l’altra sera a Rosa Polce è stato notificato un «avviso di liquidazione dell’imposta – irrogazione delle sanzioni» di 7.517,50 euro. In sede civile il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha condannato il responsabile del delitto a un risarcimento danni di centomila euro, cifra che l’uomo non può versare perché nullatenete. Nella cartella si legge che «sono solidalmente obbligati al pagamento delle imposte tutte le parti in causa». L’ex fidanzato e assassino di Carmen, che è stata dichiarata scomparsa, è stato di recente condannato in via definitiva a venti anni di reclusione per omicidio e occultamento di cadavere.

Gli avvocati: una vicenda indegna

«Se l’assassino risulta nullatenente, come in questo caso non solo la famiglia non ottiene alcun risarcimento, ma deve pagare allo Stato un’imposta di registro alle stelle. Come dire che al danno si aggiunge anche la beffa. E infatti, se non dovesse o non potesse farlo, scatterebbero le azioni esecutive, compresi i pignoramenti», hanno spiegato gli avvocati, che chiedono che la cartella esattoriale inviata a Rosa Polce venga annullata. «Non è degno di questo nome uno Stato che tratta così i suoi cittadini – hanno sottolineato i due avvocati – ma la nostra battaglia non finisce qui, perché è proprio da vicende assurde come queste che dobbiamo ripartire per un’azione capace di riportare democrazia ed equità nel sistema fiscale italiano. Valori che, come dimostra il caso della mamma di Carmen, finora sono andati persi».