L’alternativa al renzismo: il confronto promosso dalla Fondazione An

Le bandiere di Alleanza nazionale nell’auditorium Giovanni Testori della Regione Lombardia hanno accolto i partecipanti all’appuntamento organizzato dalla Fondazione An, intitolato “Oltre ogni muro”. L’evento, in concomitanza con i 25 anni dalla caduta del muro di Berlino ha segnato un momento di riflessione per numerosi esponenti storici della destra e del centrodestra degli ultimi vent’anni. Da Raffaele Fitto a Giulio Tremonti, da Laura Ravetto a Mariastella Gelmini, da Giovanni Donzelli a Giulio Terzi di Santagata. A fare gli onori di casa, il presidente di Fratelli d’Italia-An Ignazio La Russa e il presidente della Fondazione Alleanza nazionale, Franco Mugnai.

Gli interventi – Parte 1

Ignazio La Russa
«L’intento di questa giornata è di offrire un luogo super partes, che vede rappresentati gli iscritti di cinque partiti. Lo riteniamo uno strumento utile come luogo di incontro e di riflessione per chi crede che possa esserci una vera alternativa alla sinistra e al renzismo. Gli inviti di oggi cercano di costituire una forza di coalizione politica realmente alternativa alla sinistra. Un governo che nei fatti è più di sinistra di tutti. Mai nessuno era riuscito a far aprire il registro delle coppie gay, nessuno era mai riuscito a favorire l’immigrazione in maniera così evidente. L’occasione è propizia. La domanda è una sola ed è vera, specie nel momento in cui si incrina il patto con Berlusconi e con la proposta di legge elettorale si indebolisce il patto con Alfano, come poter far nascere un nuovo centrodestra con quale forma, con quale prospettiva e con quale voglia. Una domanda semplice apparentemente ma complessa e costruttiva».

Franco Mugnai
«Questo appuntamento ci permette come Fondazione An di raggiungere una molteplicità di obiettivi, perché le nostre radici non gelino e per trasformare in un percorso comune un’occasione come queste ci permette di veder meglio suffragato il nostro compito. Con questa iniziativa celebriamo anche la festa della vittoria in ricordo della prima guerra mondiale che ha costituito la prima occasione di identità nazionale. Abbiamo così voluto rendere omaggio alle Forze armate. “Oltre il muro” vuole anche andare oltre i muri che dividono il centrodestra. Abbiamo una piattaforma comune di valori profondi, condivisi dalla maggior parte degli italiani, anche di quelli che sono caduti nell’illusione renziana. Renzi ricorda, infatti, lo spot dei prodotti light, che ne consumano abbondantemente convinti che non faccia male. Dobbiamo riscoprire i nostri valori. Su alcuni temi etici il centrodestra deve parlare con una sola voce. Siamo qui per vedere cadere ogni muro tra di noi perché quei principi e quei valori si ritrovino, senza fare sconti a nessuno. Pensiamo in grande e guardiamo al futuro».

Riccardo De Corato
«A Milano si perde perché siamo divisi noi. La sinistra litiga molto. Sulla linea 4 stanno litigando come pazzi, ma non se ne parla proprio. Molte volte i litigi buttati sulle pagine dei giornali fanno il gioco di chi spera, nella sua intenzione, di vincere. Nel frattempo il ceto medio è sempre più impoverito. Le mense dei poveri ora sono mense degli italiani. Molti infatti sono del ceto medio. Si vedono facce di persone che stavano molto bene fino a qualche anno fa. Ci sono bambini delle mense scolastiche che portano a casa il pranzo per poter cenare la cena. Rifondiamo il centrodestra per salvare l’Italia da una crisi sempre più drammatica»

Giovanni Toti
«Sono qui per dire che lo sforzo di tutti deve essere fatto per trovare tutto quello che ci unisce. Che cosa realmente ci unisce? Noi siamo sempre stati dalla parte giusta della storia, gli altri ci sono arrivati un po’ per volta o non ci sono mai arrivati. Abbiamo più valori che uniscono noi del centrodestra che le correnti del Partito democratico. Vogliamo un centrodestra vincente. Dalla Lega agli amici dell’Udc, il centrodestra può tornare centrale in questo paese. Usando una metafora calcistica, da quando ci siamo divisi non tocchiamo più palla. Dobbiamo rappresentare una alternativa chiara al governo delle sinistre».

Maurizio Bianconi
«Come riformare il centrodestra, come andare avanti? Non sono propriamente un uomo di Chiesa, anzi. Ma “extra ecclesiam nulla salus”. Fuori dal partito clou del centrodestra si è visto che la vita è molto difficile, ma se devo fare questo ragionamento è perché sono convinto dell’unità del centrodestra. Tuttavia, non si può pensare di rappresentare tutto il centrodestra quando si dà la sensazione alla casalinga di Voghera che Renzi sia come Berlusconi. Questo è un suicidio politico perché vende al centro il nostro elettorato moderato e vende alla Lega il nostro elettorato più a destra. Berlusconi aveva messo insieme tutti quelli che non erano né “catto” né “comunisti”, c’eravamo tutti. Aveva fatto un capolavoro, ha fatto un Picasso e non se n’è accorto. Doveva difendere l’unità del partito a ogni costo. Doveva coltivare il dissenso interno, rispettandolo. Non c’è bisogno di andare a cercare Luxuria e lo ius soli. Il centrodestra non ha bisogno di questi argomenti divisivi».