Jobs Act, ennesimo ritocco salva-governo. Le opposizioni si ammutinano

Sul Jobs act, via libera dalla Commissione Lavoro della Camera all’emendamento riformulato dal governo sull’articolo 18. Movimento 5 Stelle, Sel, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega hanno votato contro e subito dopo abbandonato i lavori in segno di protesta. Venendo nello specifico in caso di licenziamenti giudicati ingiustificati dal giudice l’indennizzo economico sarà la regola, mentre la reintegra nel posto di lavoro sarà limitato, oltre che agli allontanamenti dall’azienda discriminatori, a «specifiche fattispecie di licenziamento disciplinare ingiustificato». L’emendamento presentato oggi dal governo in Commissione lavoro alla Camera al comma sette della delega sul lavoro di fatto riduce a poche eccezioni la possibilità del dipendente di essere reintegrato nel posto di lavoro. Le fattispecie dovranno essere definite nei decreti delegati ma, secondo una parte della maggioranza, il discrimine dovrebbe essere l’accusa di reato che poi risulti non essere stato commesso. In pratica, nel caso ad esempio di licenziamento per furto o violenza, se il giudice dovesse valutare che quel reato non è stato commesso potrà reintegrare il lavoratore nel suo posto di lavoro.

Il datore di lavoro potrà fare “controlli a distanza”

Al momento (nell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori modificato con la riforma Fornero nel 2012) si viene reintegrati in generale per «insussistenza del fatto contestato ovvero perché il fatto rientra tra le condotte punibili con una sanzione conservativa sulla base dei contratti». Quindi se adesso in caso di un licenziamento per scarso rendimento si può essere reintegrati nel caso si riesca a dimostrare in giudizio che il rendimento è adeguato, in futuro questo non basterà più e nel caso il fatto non sussista sarà possibile ottenere solo un indennizzo. L’articolo 18 cambierà anche nella parte sui controlli a distanza. Il governo infatti ha presentato un emendamento che prevede la possibilità di fare controlli a distanza su «impianti e strumenti di lavoro» dell’azienda. Viene così introdotta la definizione di “strumenti di lavoro” per effettuare controlli a distanza, utilizzando ad esempio i navigatori satellitari nelle auto aziendali oppure i cellulari aziendali per chi ha l’obbligo della reperibilità.