Il centro-nord nella morsa del maltempo: a Carrara famiglie sui tetti

L’Italia nuovamente alle prese con una forte perturbazione. Il centro-nord, specie la Liguria, osservato speciale alla prova dell’allerta a neanche un mese dall’alluvione di Genova del 9 e 10 ottobre. Il copione strategico di amministrazioni locali e Protezione civile è approntato – con evacuazioni e sgomberi e zone chiude al traffico – e ci si augura che stavolta il finale sia diverso. Intanto, piogge su buona parte del centro-nord, fiumi e torrenti esondati, famiglie messe in salvo, rimandano a scenari che si spera di non dover rivivere. Ore di paura trascorse, per esempio, a Carrara dove mezza città è stata praticamente sommersa dall’acqua: in 180 minuti sono caduti oltre 180 millimetri di pioggia e i vigili del fuoco sono dovuti intervenire con gli elicotteri e i gommoni per soccorrere decine di persone rimaste intrappolate nelle case o bloccate sui tetti. In mattinata si è addirittura temuto il peggio per il crollo di circa 200 metri dell’argine del Carrione: un operaio, inizialmente dato per disperso, è stato recuperato vivo dai vigili del fuoco dopo che era rimasto intrappolato in una fabbrica vicino al luogo dell’esondazione.

La perturbazione atlantica: Liguria e Toscana osservate speciali

La perturbazione atlantica ha colpito, come previsto, soprattutto in Liguria e Toscana, ma nelle prossime ore si sposterà sulle regioni del centro-sud dove sono attese precipitazioni intense e diffuse che potranno essere localmente anche molto intense. E già, non a caso, nel golfo di Napoli i collegamenti sono stati garantiti a singhiozzo per tutta la mattinata, con Capri che è rimasta a lungo isolata. Per il momento, infine, non ci sono stati problemi particolari, nonostante le forti piogge, in Piemonte, dove la piena del Tanaro è passata senza danni. A Venezia, invece, il maltempo ha fatto registrare il primo significativo fenomeno dell’acqua alta, che ha toccato i 115 centimetri di altezza sul medio mare. Mentre in Friuli sono esondati i torrenti Cellina e Varma, isolando la Valcellina. Un bollettino di guerra metereologica che non induce ancora – nostante qualche schiarita qua e là – ad abbassare la guardia.