Isis, retata a Parigi: in manette un “esercito” di 200 terroristi

In duecento sono finiti in manette, a Parigi, sospettati di far parte di cellule in sonno dell’Isis pronte a colpire in Francia e in altre capitali europee. La notizia è stata data dal ministero dell’Interno iracheno, che ha parlato esplicitamente di una collaborazione con le autorità francesi nell’operazione che ha portato alla scoperta di un vero e proprio esercito di persone legate allo Stato islamico. Il sottosegretario Adnan al Asaadi ha detto che l’operazione è stata compiuta “la settimana scorsa”.

La nota del ministero iracheno

“I servizi di Intelligence iracheno e francese hanno compiuto un’operazione sotto copertura che ha portato alla scoperta di cellule dormienti dell’Isis nella capitale francese”, si afferma in una nota del ministero dell’Interno di Baghdad. Secondo Asaadi, le indagini hanno preso il via dalle intercettazioni eseguite dal dipartimento di Intelligence del ministero iracheno “delle conversazioni telefoniche dei membri di queste cellule”. Il sottosegretario non ha fornito altri particolari e da Parigi non sono arrivate altre conferme.

Obama cerca un canale con l’Ayatollah iraniano

Reduce dalla bruciante sconfitta elettorale, Barack Obama ha deciso di muoversi con maggiore slancio nella lotta all’Isis. Ma un azzardo lo aveva già tentato prima del voto. Secondo fonti autorevoli, il presidente avrebbe scritto una lettera segreta alla Guida Suprema iraniana, l’Ayatollah Ali Khamenei, a metà dello scorso mese, parlando di interesse comune nella lotta contro i jihadisti dell’Isis in Iraq e in Siria. Lo rivela il Wall Street Journal. Nella lettera il presidente Usa esorta anche il leader religioso verso un accordo sul nucleare.

Nessuna conferma dalla Casa Bianca

Nella lettera, che il portavoce della Casa Bianca Josh Earnest non ha voluto confermare o smentire, Obama sottolinea a Khamenei che qualsiasi cooperazione contro lo Stato islamico è peraltro in gran parte condizionata dal raggiungimento di un accordo tra l’Iran e le potenze mondiali sul programma nucleare di Teheran entro la scadenza del 24 novembre. È la quarta volta che il presidente americano scrive alla Guida suprema iraniana dal suo insediamento nel 2009. La corrispondenza, evidenzia il Wsj, sottolinea il fatto che Obama vede l’Iran come un Paese importante – in positivo o in negativo – per le sorti della campagna militare e diplomatica avviata da Washington per contrastare l’Isis nei territori di Siria e Iraq che i jihadisti sunniti, invisi anche a Teheran, hanno conquistato negli ultimi sei mesi.