Insulta un marocchino che lo chiama “terrone”: condannato per razzismo

Una coppia di coniugi residenti in provincia di Bergamo è stata condannata a pagare 2.200 euro più ulteriori duemila di risarcimento e 1.500 di spese legali, a una coppia di marocchini loro vicini di casa e con i quali pare da tempo volassero insulti razziali. Gli italiani, da anni residenti nel bergamasco si sono infatti difesi sostenendo che più volte erano stati insultati con il termine «terrone» (il marito è di origini siciliane) ma il giudice non ci ha creduto, sostenendo che era poco plausibile che persone arrivate da tanto lontano conoscessero quella espressione. È successo in un paesino del bergamasco, Nembro. I due imputati, 40 anni lui (originario di Marsala) e 38 lei, si sono difesi dicendo di aver reagito alle ingiurie dei vicini nordafricani. Hanno dipetuto la loro versione: «Mi aveva detto: “Terrone, torna al tuo paese», ha spiegato il quarantenne. E per questo avrebbero replicato «Brutti marocchini tornatevene a casa».

Il giudice ha creduto alla versione dei nordafricani

Il giudice, però, come detto non gli ha creduto: «Già pensare che un soggetto di origine marocchina possa ricorrere a quel genere di espressioni, proprie di persone nate in ben altre latitudini, appare francamente non plausibile», ha scritto nella sentenza, evidenziando che l’imputato è in realtà al Nord da anni e utilizzi ormai gerghi locali, in primis il famoso “pota”. Difficile dunque per il giudice che il marocchino abbia dato del “terrone”. «La vera ragione – ha sottolineato il giudice – va ricercata proprio nel fastidio che i due imputati provavano (e tuttora provano) nei riguardi di persone che provengono da Paesi ritenuti di cultura inferiore alla propria e per le loro abitudini di vita», ha scritto. Intanto i due marocchini hanno cambiato casa.