Innalzata la protezione per il Papa: la minaccia arriva dai droni dell’Isis

Un attentato spettacolare a San Pietro contro Papa Francesco attraverso l’uso di droni. Lo scenario apocalittico non è frutto della fantasia di Dan Brown, ma un inquietante retroscena riportato dal Corriere della Sera, che ha preso sul serio la minaccia, tanto da dedicare le prime due pagine alle indiscrezioni trapelate in queste ore. 

Il portavoce vaticano minimizza: nessuna novità

Sui rischi per possibili attentati a Papa Francesco da parte del fondamentalismo islamico e sul potenziamento delle misure di sicurezza, la Santa Sede ha risposto attraverso padre Federico Lombardi dietro precisa domanda dei giornalisti. «No. Non vi è nulla di nuovo – ha commentato il direttore della Sala stampa vaticana – non vi è alcun motivo specifico di preoccupazione. Non mi risulta alcun “innalzamento” della protezione del Papa. È tutto come prima». Minacce però che nell’immediato si fanno ancora più inquietanti in vista del viaggio apostolico di Papa Bergoglio in Turchia dal 28 al 30 novembre. 

Le minacce del Califfo contro Roma

In più occasioni l’Isis ha minacciato l’Italia: il leader Abu Bakr al-Baghdadi ha più volte promesso ai suoi militanti la conquista della capitale romana e del Vaticano, per distruggere il cristianesimo. Alcune settimane fa, sulla copertina della sua rivista online Dabiq, campeggiava il fotomontaggio della bandiera dell’Isis che sventola su piazza San Pietro. Il titolo “Crociata fallita” accompagna un lungo articolo dove si spiega la lotta contro “Roma” e i “romani”. Gli esperti di intelligence spiegano che con questo termine si indicano più genericamente gli occidentali e i cristiani. Resta, tuttavia, il rischio di attentati sullo stile di quello di Gerusalemme, dove dei “lupi solitari”, fomentati da questi proclami, possano tentare di colpire il rappresentante massimo della Cristianità.

La Farnesina monitora la situazione

Per quanto riguarda gli scenari internazionali e la guerra a terrorismo islamico, è intervenuto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni alle Commissioni riunite di Camera e Senato, rispondendo a proposito della minaccia dell’Isis in Iraq e in Siria. «Stiamo rafforzando la comunicazione – ha detto il nuovo responsabile della Farnesina – e lo scambio di informazioni tra le intelligence per migliorare capacità di sorveglianza e monitoraggio e per smantellare cellule terroristiche».