In Italia va tutto male, lo dice anche la Ue. E Renzi fa il barzellettiere

Ogni giorno porta la sua pena. E con la pena quotidiana saltano le incrollabili certezze del pifferaio di Palazzo Chigi. Renzi aveva appena finito di dire che le cose nel nostro Paese stanno prendendo il verso giusto, che si intravedono i segni della ripresa e che, udite udite, il trend della disoccupazione si è invertito, quando sono arrivate a smentirlo le stime autunnali della Commissione europea. Stime che dicono il contrario di quel che afferma il presidente del Consiglio. Il tasso di disoccupazione “resta elevato ai suoi livelli storici” e si  riflette “nell’attività economica depressa”.

Sale il defict strutturale

In termini di disoccupazione, l’Italia viaggia ormai al 12,6%. Una percentuale altissima, che si manterrà anche il prossimo anno. Se cala nel 2015 , sia pure di qualche millesimo, il deficit del nostro Paese  – che, comunque, è al rialzo per l’anno in corso – la stessa cosa non può dirsi per il deficit strutturale il cui trend ascensionale non sembra arrestarsi nel prossimo biennio.

L’euforia fuori luogo del premier

Con il nuovo metodo di calcolo, il debito italiano è sceso a 127,9% , ma “il surplus primario è ancora insufficiente a tagliare la crescita nel 2014, a causa del Pil piatto e dei pagamenti dei debiti della Pubblica Amministrazione”. Ragione per cui sale al 132,2% per raggiungere il “picco” nel 2015 a 133,8%. Con questi numeri e con queste previsioni, Renzi farebbe bene a rivedere i suoi conti e le sue politiche. E sarebbe meglio che dispensasse gli italiani da una euforia fuori luogo e fuori misura. Frutto di bugie che hanno le gambe corte.