Tutti i numeri dello sciopero sociale. Gli agenti pagano il prezzo più alto

Numeri da presentare come una rivalsa, dopo le polemiche suscitate dagli incidenti tra operai e forze dell’ordine al corteo della Ast di un paio di settimane fa. Al termine di quella che finora è stata la giornata più lunga dell’autunno caldo 2014, lo sciopero sociale di Cgil e movimenti, il ministro dell’Interno Angelino Alfano rivendica una gestione della piazza senza sbavature, nonostante le dichiarate «105 manifestazioni, in 45 province».

Nelle piazze italiane 70mila persone e 7mila agenti

Alfano ha riferito di un totale di 70mila partecipanti, dei quali 20mila solo al corteo milanese organizzato dalla Fiom-Cgil. Il numero degli incidenti appare tutto sommato irrisorio: in quattro manifestazioni si sono registrati episodi di poco conto, in sette episodi più importanti. Secondo una prima stima, in tutta Italia sono stati 15 gli agenti feriti in servizio a fronte di uno schieramento imponente di forze dell’ordine: 4mila unità di rinforzo, oltre alle 3mila degli uffici territoriali. «Le forze dell’ordine – ha detto il ministro dell’Interno – continuano a pagare il prezzo più alto delle contestazioni di piazza e del diritto alla manifestazione del pensiero».

A Milano e Padova gli incidenti più gravi

Eppure, un po’ ovunque, sono stati messi in atto lancio di uova e fumogeni, blitz in ospedali, ministeri e monumenti, blocchi di nodi nevralgici per la circolazione e ogni sorta di possibile iniziativa di disturbo. Gli episodi di maggior rilievo si sono verificati a Milano e a Padova, con contatti tra manifestanti e forze dell’ordine. Nel primo caso si sono verificati quando gli studenti hanno realizzato un tentativo si sfondamento, cui gli agenti hanno reagito con una carica e un lancio di lacrimogeni. Anche a Padova gli incidenti si sono registrati in occasione di un tentativo di sfondamento: i manifestanti volevano raggiungere la sede del Pd. Nei tafferugli sono rimasti feriti alcuni poliziotti, tra cui il capo della squadra mobile. Alta tensione, ma nessuno scontro, invece, a Roma, dove c’era la massima allerta da parte delle forze dell’ordine, ma anche l’attenzione più elevata nei confronti delle nuove regole d’ingaggio, di cui si è discusso dopo il corteo dell’Ast e che puntano a evitare in ogni modo il contatto fisico.