I “falchi” della Merkel minacciano l’Italia: «A marzo arriveranno sanzioni»

Gli eurocrati ogni tanto gettano la maschera e mostrano appieno il loro volto più arrogante. «La Commissione sta dando ad alcuni Paesi, Francia e Italia in particolare, l’ultima possibilità di correggere il loro percorso» ma «se non succede niente in questi paesi entro marzo, allora saranno applicate le sanzioni». Ad affermarlo è il capogruppo del Ppe all’Europarlamento, il tedesco Manfred Weber. È un minaccioso “messaggio” che arriva direttamente dalla Merkel, essendo Weber il suo uomo di fiducia all’Assemblea di Strasburgo.

L’ennesimo attacco

L’esponente politico germanico non è nuovo agli attacchi contro l’Italia. Fu lui, nel luglio scorso, nel giorno dell’avvio del semestre europeo di presidenza italiana, a esortare Renzi a rispettare le regole. Il premier liquidò l’attacco replicando: «Weber non è la Bibbia, io parlo con la Merkel». Erano i mesi incandescenti del dibattito sulla flessibilità. E più recentemente è stato ancora Weber a porre una domanda provocando la reazione risentita di Jean-Claude Juncker, segnando un primo momento di attrito fra il premier italiano e il neo-presidente della Commissione: «Non sono a capo di una banda di burocrati», disse in quella circostanza l’ex leader dell’eurogruppo, gelando Renzi.

Anche il Belgio a rischio

La spada di Damocle pende anche sul Belgio, terzo dei “rimandati” insieme a Italia e Francia, dove il nuovo governo ha presentato come gli altri due una lettera d’impegni su conti (debito) e riforme per evitare la bocciatura. Se a inizio marzo i tre Paesi non avranno fatto gli sforzi richiesti dalla Commissione, allora scatteranno le sanzioni e le procedure d’infrazione previste dalle regole Ue sulla governance economica. Perché, ha avvertito il commissario per gli affari economici  Moscovici, «la Commissione c’è per fare applicare le regole, con flessibilità ma senza creatività eccessiva”.