Gasparri: bene le nuove regole d’ingaggio ma niente resa dinanzi alla violenza

Le polemiche sugli incidenti tra forze dell’ordine e operai della TyssenKrupp in piazza Indipendenza a Roma e su quelli più recenti a Brescia in occasione della visita del presidente del Consiglio hanno convinto il capo della Polizia Alessandro Pansa ad accelerare l’entrata in vigore di un nuovo regolamento sull’ordine pubblico e sulle manifestazioni. Dunque nuove regole di ingaggio per le forze dell’ordine impegnate nelle manifestazioni: si ipotizza una zona-cuscinetto o “area di rispetto” (cioè una distanza congrua dai reparti in modo di evitare che si entri facilmente in contatto); si ritiene indispensabile che ai lati di chi sfila non vengano schierati agenti in divisa, naturalmente nei percorsi autorizzati e rispettati (cortei, quindi, con agenti che controllano da lontano); e, soprattutto, il contatto fisico con i manifestanti “dev’essere l’extrema ratio”, ossia l’imperativo è evitare i contatti diretti e scoraggiare gli attacchi dei manifestanti con altri dispositivi dissuasori per scongiurare la necessità di “cariche”, come ad esempio gli idranti invece che i manganelli. Al riguardo il Secolo d’Italia ha raccolto l’opinione di Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato ed esponente di Forza Italia da sempre attento ai problemi della sicurezza e dell’ordine pubblico.

Le sembrano efficaci queste misure?

«Premesso che l’ordine pubblico va gestito con grande professionalità, va bene tutto ciò può migliorare il rapporto fra chi manifesta e chi tutela la sicurezza dei cittadini. A dire la verità, mi preoccupano certe immagini del passato, con le forze dell’ordine che arretravano sistematicamente dinanzi ad un raduno dei No Global che protestavano davanti al ministero dell’Economia. Ricordo che in quel caso era in servizio la Guardia di Finanza, la quale assistette impotente all’assedio della sede di via XX Settembre obbedendo a una precisa direttiva. I manifestanti occuparono per giorni Porta Pia con tende e gazebo, causando disagi alla circolazione a a tutti i romani».

E gli idranti al posto dei manganelli?

«In Italia gli idranti si usano poco ma ben vengano se possono essere più efficaci. Con l’arrivo dell’inverno chi ne viene colpito rischia tutt’al più il raffreddore».

Ma se il corteo ha l’obiettivo preciso di attaccare le forze dell’ordine?

«Qui è il punto: va bene qualunque mezzo volto a prevenire ma l’importante è non cedere alla prepotenza. L’uso ragionevole dei mezzi di coercizione è ovvio, ma resta fondamentale evitare la resa dello Stato davanti a chi vuole la violenza a tutti i costi. Queste misure non mi sembrano una resa ma bisognerà vedere come saranno attuate sul campo. Una volta, al tempo del governo Letta, io suggerii di ricevere una delegazione di manifestanti, perché dare loro attenzione può attenuare la tensione e risolvere eventuali problemi di ordine pubblico, ignorarli offre solo pretesti alla violenza».