Fitto attacca: «Anche Berlusconi alle primarie» (audio-intervista)

L’arena è quella, consueta, di Palazzo Grazioli. L’orario quello canonico di ogni corrida che si rispetti: alle 17 o, per gli amanti di Federico Garcìa Lorca, a las cinco de la tarde. Resta ancora da stabilire – e non è poco – chi, tra Silvio Berlusconi e Raffaele Fitto, sarà toro o torero. Forza Italia è reduce da una doppia batosta elettorale (Emilia-Romagna e Calabria) ma a Bruno Vespa che lo ha intervistato per presentare il suo ultimo libro Italiani Voltagabbana, il Cavaliere è apparso fresco come una rosa e soprattutto pugnace e sempre pronto a sparigliare. Infatti è lì che ha lisciato il pelo a Salvini “quasi” indicandolo come fututo candidato premier. Dal canto suo, Fitto esibisce una calmpa olimpica ma è solo apparenza. Ma è pronto ad incornare o, nell’altro ruolo, a matare.

«Non lascio il partito»

Molti forzisti, in realta, vorrebbero l’ex-ministro pugliese fuori dal partito, disperso lungo le rotte già percorse da altri. Ma lui non ha intenzione di togliere il dsturbo. Lo dice a tutto tondo ai microfoni di Mix24, la trasmissione condotta da Giovanni Minoli su Radio 24: «Uscire da Forza Italia? No, ho già rinnovato la tessera del partito, sono iscritto al partito e ritengo che le battaglie vadano fatte all’interno del partito anche quando può apparire molto difficile farle».

«Occorre rifondare tutto per recuperare i voti perduti»

Parole, se si vuole, persino scontate. Non lo sono affatto, però, quelle sugli assetti interni e soprattutto sulla leadership. E per la prima volta un “forzista” di peso arriva a dire che il tempo di “viva sempre il Cavaliere” è ormai passato. E, così, quando Minoli gli chiede se il anche Berlusconi debba sottoporsi alle primarie, la risposta è quanto mai netta: «Le primarie valgono per tutti all’interno del partito». Fitto annuncia che ne parlerà nella riunione del pomeriggio. «Mi auguro, di costruire un percorso unitario – ha sottolineato – ma il percorso unitario lo si deve fare rispettando e contenendo le posizioni di tutti». L’obiettivo è recuperare i milioni di voti perduti. Occorre tuttavia una “rifondazione”. Termine, questo, come evidenziato dallo stesso Fitto, utilizzato «dallo stesso presidente Berlusconi».