Emilia Romagna al centrosinistra ma il Pd non esulta. La Lega al 19,4%

In Emilia Romagna il candidato del centrosinistra Stefano Bonaccini è presidente con il 44,9% dei voti. Ma è una vittoria che nessuno si sente di festeggiare perché dalla regione sono giunti più campanelli d’allarme.

Crolla l’affluenza

Innanzitutto un’affluenza molto bassa: ha votato solo il 37,7% degli elettori. Un dato che viene interpretato come disaffezione dei cittadini a causa delle inchieste che hanno colpito la giunta uscente ma anche come un segnale di dissenso nei confronti del governo. Palazzo Chigi ha già messo le mani avanti sostenendo che il test regionale non è un banco di prova per l’esecutivo.

Guerini: non c’è crisi del Pd

Il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini respinge le critiche: parlare di crisi del Pd è irreale – sostiene – siamo sopra il 40%. Spiega poi così la scarsa partecipazione: “La campagna elettorale in Emilia è stata sentita pochissimo e ha avuto scarso traino televisivo”.

L’exploit di Salvini

L’altro dato che ha fatto sobbalzare gli analisti è l’exploit della Lega di Matteo Salvini, che agguanta il 19,4 e acquisisce il doppio dei voti di Forza Italia, ferma all’8,4%. Un successo che è rivelatore per le sorti future del centrodestra dove da settimane si parla di Salvini come futuro probabile leader nonostante i dubbi del Cavaliere. Salvini esulta su Facebook: “Per la Lega un risultato storico. Ora non ci fermiamo, costruiamo l’alternativa a Renzi in tutta Italia”. Per quanto riguarda gli altri risultati Fratelli d’Italia ha ottenuto l’1,9%, Ncd il 2,6%, il movimento Cinquestelle il 13,3%.

Polemiche nel M5S

Anche quest’ultimo è un dato che ha scatenato polemiche: il sindaco di Parma Pizzarotti se la prende con Beppe Grillo che – ha detto – solo l’ultimo giorno si è presentato a Bologna e senza dire nulla a nessuno. Dello stesso avviso l’europarlamentare Cinquestelle Marco Affronte: è stata una campagna sotto tono, afferma, per la mancanza di Grillo.