Ebola, sta meglio il “paziente zero” italiano, ma in Africa va sempre peggio

Attualmente il medico di Emergency affetto da Ebola e ricoverato allo Spallanzani presenta «pressione normale; il paziente è vigile e collaborante, è inoltre in grado di deambulare autonomamente nella stanza e interagisce positivamente con il personale sanitario». Lo hanno affermato i medici dell’Istituto che lo hanno in cura. Per il trattamento del medico, si sta utilizzando «un farmaco antivirale e plasma di convalescente, ovvero di persone che hanno avuto ebola e l’hanno superata. Il resto fa parte della normale terapia di supporto», ha poi sottolineato il direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani, Giuseppe Ippolito. Rispetto ai farmaci utilizzati, ha affermato Ippolito durante l’incontro con la stampa per rendere note le condizioni cliniche del nostro “paziente zero”, «siamo riusciti ad avere farmaci in meno di 24 ore da una parte all’altra del globo. Questo è stato un grande successo del modello organizzativo del Paese, e abbiamo avuto una grandissima collaborazione internazionale». Il plasma prezioso utilizzato per il paziente, ha aggiunto, «è arrivato dalla Spagna grazie ad una catena di supporto e solidarietà. Il tutto è stato effettuato con una grande partecipazione umana».

Incoraggiante il vaccino italiano

Intanto si apprende che sono positivi i test di sicurezza del vaccino italiano contro Ebola. Lo affermano i dati pubblicati dal Nih americano sul New England Journal of Medicine, secondo cui il vaccino non ha dato effetti collaterali gravi e ha suscitato una buona risposta immunitaria. I risultati pubblicati sono quelli di un test condotto su 20 persone sane. «Il profilo di sicurezza è incoraggiante – afferma Anthony Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseasesin un comunicato – e anche il fatto che alle dosi più alte la risposta immunitaria è paragonabile a quella ottenuta nei primati». Il vaccino, sviluppato dall’italiana Okairos e ora ceduto alla multinazionale Gsk, è ricavato da un virus delle scimmie innocuo per l’uomo. I test di efficacia in Africa dovrebbero cominciare all’inizio del prossimo anno.

Ma in Africa l’epidemia peggiora: siamo a 16mila casi

Meno confortanti le notizie che vengono dall’Africa: sarebbero 15935 i casi totali di Ebola dall’inizio dell’epidemia, compreso il medico italiano rimpatriato, mentre i morti sono 5689. Lo afferma l’ultimo bollettino dell’Oms, che continua a registrare una leggera diminuzione nei nuovi casi in Liberia, una stabilizzazione in Guinea mentre il virus colpisce duramente proprio in Sierra Leone, dove è stato contagiato l’operatore di Emergency.