Droga, Della Vedova vuol fare l’americano. San Patrignano lo stende

Le previsioni si sono avverate e il “cattivo esempio” che viene dall’America viene confermato. Dopo Colorado e Washington, altri due Stati Usa, Alaska e Oregon, hanno deciso con referendum popolare di legalizzare la marijuana. Così anche a Washington D.C. In Florida la maggioranza dei votanti (57%) ha votato sì alla legalizzazione dell’uso medico della marijuana, ma la proposta è stata respinta perché il quorum richiesto era del 60%. Ma c’è chi plaude all’estendersi a macchia d’olio del via libera alla legalizzazione della droga. «Dopo anni di tetragona e infruttuosa politica proibizionista, in America sta dunque iniziando una vera e propria riforma antiproibizionista sulla cannabis, basata su un’analisi pragmatica del rapporto costi benefici», scrive su Fb il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova.

C’è ancora chi dice che dovremmo fare come l’America…

«La legalizzazione consente di rendere più controllabile il mercato in termini sanitari, sottrae profitti alla criminalità, permette alle forze di polizia di concentrarsi su crimini e traffici socialmente più gravi e pericolosi, contribuisce ad attenuare il sovraffollamento delle carceri e decongestiona i tribunali. A questo – prosegue Della Vedova – si aggiungono significative entrate fiscali e la creazione di migliaia di posti di lavoro regolari». Aggiunge: «L’America aveva sperimentato nel secolo scorso i danni prodotti dal proibizionismo sull’alcool e aveva fatto bruscamente marcia indietro: oggi comincia a scegliere in modo significativo di abbandonare il non più fortunato proibizionismo sulla cannabis, aprendo una strada che andrebbe percorsa anche da noi».

La risposta di San Patrignano: «Pericolose le parole di Della Vedova»

A brevissimo giro di posta arriva la risposta della Comunità di San Patrignano in un nota molto secca e precisa: «Sembra che il sottosegretario agli Esteri Della Vedova non abbia altro a cui pensare se non alla legalizzazione della marijuana. Continua a farsi grande promotore di questa strada, sull’onda della scelta di alcuni Stati americani, continuando a mettere sul piatto la questione del rapporto costi-benefici». Il sottosegretario sembra non conoscere il peso e le ricadute pericolose delle parole: «Dichiarazioni come quelle di Della Vedova – scrivono dalla comunità – non fanno altro che avvalorare la posizione di migliaia di giovani, convinti che una canna non faccia male a nessuno, al contrario di quanto dicono centinaia di studi». Il centro di riabilitazione riminese conclude ricordando che «è fondamentale che lo Stato metta dei paletti fra ciò che è lecito e ciò che, a nostro parere, deve rimanere illecito».