Dissesto idrogeologico, se anche Galletti urla contro i condoni

Già se ti chiami Galletti e vuoi fare la voce grossa, qualcosa non quadra. Se sei pure di comprovata e inossidabile ascendenza democristiana, se provieni cioè da quel versante politico che sulla deregulation urbanistica e sulla cementificazione del territorio ha fondato le proprie fortune elettorali in ogni parte d’Italia, allora il j’accuse odierno contro i condoni edilizi suona autentico come una moneta da tre euro. Ma Galletti sembra uno che apprende in fretta. E così, come insegna il suo premier Renzi, dopo il grido di dolore contro i condoni, ha pure snocciolato un bel po’ di numeri: tipo 659 cantieri pronti a partire e 7 miliardi in sette anni contro il dissesto. Evviva. Come sette spose per sette fratelli. Ma quello almeno era un musical.

A pieni polmoni contro i condoni

Con mezza Italia sott’acqua, con fiumi, ruscelli e persino rivoli che tracimano e invadono i centri abitati, con alluvioni quasi tropicali e bombe d’acqua a ripetizione per far felici cameraman e cronisti, con un meteo sempre più incontrollabile e capriccioso che da un lato consiglia la chiusura della Capitale e dall’altro porta alla sottovalutazione che produce devastazione e, purtroppo, anche morte, eccolo qui il nostro eroe, eccolo appalesarsi quest’immaginifico ministro dell’Ambiente dalla capigliatura argentea e dal combattivo sopracciglio. Eccolo tuonare adesso, e a pieni polmoni, contro i famigerati condoni. «Mai più» ha detto chiaro e tondo, mai più condoni:«sono tentato omicidio!».

Velocissimo a fiutare l’aria che tira

E bravo il Galletti Gianluca.  E bravo questo commercialista bolognese; questo, come si dice?, professionista prestato alla politica che, sebbene non rieletto nel 2013, non ci ha pensato neppure un minuto a tornare alla professione. Bravo, bravissimo. E veloce. Velocissimo a fiutare l’aria che tira. E a presentarsi come paladino dei territori devastati dall’incuria dell’uomo. Poco importa se, appunto, non masticandone neanche per sbaglio di Ambiente et similia, è stato piazzato lì solo per volere di  Pier Ferdinando Casini. Lui è un suo fedelissimo. Oltre che il commercialista.