Senza dignità. Ora Renzi fa la corte a chi lo chiama «ebetino» e «pollo»

Il trucco c’è e si vede. E non è di poco conto. Il Pd fa i suoi calcoli, la legge elettorale non è certo una cosa secondaria perché alla fine è lì che si determina chi vince e con quali numeri. Ecco il trucco: si cambia rotta – è il pensiero dei renziani – e si dice sì al premio di lista, questo ci avvantaggia perché loro, quelli del centrodestra, non si riuniranno mai in un solo partito. E quindi, spezzettati, non avranno alcuna possibilità di arrivare primi. C’è la Lega che non accetterà la lista unica, perché vuole differenziarsi. C’è Fratelli d’Italia, che rappresenta una destra caratterizzata e non tornerebbe nel calderone unico. Quindi è cosa fatta, si va alle elezioni e si vince senza il minimo sforzo.

«Non ci facciamo prendere in giro»

«Basta subire», avverte Maurizio Gasparri. «Forza Italia ha il coltello dalla parte del manico. I nostri voti sono decisivi al Senato per la riforma della Costituzione. Presidenzialisti e riformisti veri avremmo voluto di più, ma abbiamo votato comunque il superamento del bicameralismo e altre caute innovazioni perché lasciar tutto com’è sarebbe sbagliato. Ma senza di noi quelle parziali e timide riforme non si fanno. Quindi abbiamo voce in capitolo anche per la legge elettorale. Le due cose sono connesse. Renzi ha votato come noi l’Italicum alla Camera. Noi restiamo a quel testo». Poi aggiunge: «Il voltagabbana è lui. È vero che le leggi elettorali non vanno viste con il condizionamento del momento. Il pensiero della gente cambia. Lo ha scoperto perfino Obama… Ma – prosegue – per il centrodestra passare dal premio di coalizione a quello di lista vuol dire precludersi la possibilità di far pesare i voti della Lega, che fa alleanze ma non partiti unici. Perché dovremmo fare questa scelta? Prodi vinse nel 1996 perché centrodestra e Lega erano separati. Renzi ha un altro forno? Si accomodi. Con i grillini si brucerebbe facilmente. Sono contro le riforme e hanno condotte allucinanti, come si è visto più volte in aula. Forza Italia non ceda e prenda anzi forti iniziative politiche senza regalare spazi a nessuno. Siamo troppo fermi».

Pur di ottenere il risultato…

Debora Serracchiani, vicesegretaria del Pd, insiste: «Speriamo che Berlusconi porti a compimento l’impegno sulla legge elettorale, ma se non è così, andiamo avanti e auspichiamo di trovare una maggioranza in Parlamento». In sostanza, i democratici vogliono allearsi con la Lega. Dimenticando, per calcolo elettorale, quel che Grillo ha detto di Renzi. Qualche esempio? «Ebetino di Firenze»; «Il pollo che si crede un’aquila»; «Hanno bussato alla porta e non c’era nessuno. Era Matteo Renzi».