D’Alema contro Renzi: non gli piaccio perché penso con la mia testa

L’ex presidente del Consiglio Massimo D’Alema promette battaglia a Matteo Renzi: quella di lunedì sera alla trasmissione “Otto e mezzo è sembrata una vera e propria dichiarazione di guerra al giovane premier che, guarda caso, appartiene al suo stesso partito, il Pd. «Questo Paese avrebbe bisogno di uno spirito maggiore di armonia, invece questo governo ha uno spirito molto “confrontazionale”, ogni giorno litiga con qualcuno, con Bruxelles, con i conservatori del suo partito…», ha infatti detto su La7 un D’Alema apparso piuttosto risentito.

È sempre l’anticav il carburante…

Non si capisce se sia un rigurgito di anti-berlusconismo, che ha alimentato D’Alema e la sinistra per decenni, oppure se è solo antipatia per questo giovane post comunista che in poco tempo è riuscito a fare quello che la leadership di D’Alema non è riuscita a fare mai: conquistare il partito e superare il 40 per cento dei consensi in un’elezione, sia pure quella europea. Sembra di sentirlo parlare dell’odiato Berlusconi dei bei tempi andati, che peraltro a Otto e mezzo D’Alema coinvolge nuovamente: «Berlusconi in questo momento è il principale ostacolo di questa destra. Si è talmente innamorato di Renzi che lo ha scelto come suo erede, ma a questo punto se il maggior esponente dell’opposizione si innamora del capo del governo c’è qualcosa che non funziona», ha detto D’Alema, che oggi fa il presidente della Fondazione italiani europei. E ha aggiunto, chiarendo in pieno il suo pensiero: «Non saprei di chi fidarmi fra Renzi e Berlusconi, diciamo che entrambi sono affini a dire delle cose e pensarne delle altre, sono molto simili in questo».

«Ragiono con la mia testa, per questo non gli piaccio»…

D’Alema poi è ricorso alla mozione degli affetti: «Ma se qualcuno pensa che la sinistra abbia smobilitato si sbaglia – ha aggiunto l’ex premier – e si troverà di fronte a qualche sorpresa, anche la pazienza ha un limite», riferendosi alla “pazienza” della minoranza Pd. Che la chiave di lettura sia quella di una dichiarazione di ostilità a Renzi, D’Alema lo illustra parlando del futuro del Quirinale: «Il Quirinale? Per me le possibilità sono prossime allo zero, Renzi punta su persone che gli sono fedeli, ecco io non sono un fedele perché ragiono con la mia testa e per questo non rientro nelle grazie del segretario del mio partito». Come diceva unoche di politica un po’ se ne intendeva, “il potere logora chi non ce l’ha”… più.