Centrodestra, niente equivoci: opposizione, identità e schiena dritta

«La formula del ’94 è stata vincente e da allora in avanti è riuscita a vincere ancora. È il modello che va dal centro a destra». In campo per giocare la partita del futuro del centrodestra entra Flavio Tosi, al convegno veronene organizzato dalla sua Fondazione “Ricostruiamo il paese” e dal Club Forza Silvio. «Chi rappresenta la destra va a raccogliere la sensibilità di quell’elettorato e chi è al centro fa lo stesso. Il modello del 1994 rappresenta la sintesi politica più efficace».

Contro il centrosinistra senza se e senza ma

«Che ci possa essere una competizione anche positiva all’interno del centrodestra è anche normale. Detto questo bisogna essere soprattutto competitivi e antagonisti rispetto a Renzi e al centrosinistra. Il centrodestra a livello nazionale deve fare questo. In Veneto questo c’è già, come anche in Lombardia, con uno schieramento uniforme delle nostre forze. Bisogna che a livello nazionale si riproponga lo stesso schema. Un modello per dare la speranza e l’alternativa agli italiani che non si riconoscono in Matteo Renzi di poter credere in qualcosa di diverso, di liberale, di popolare. Abbiamo milioni di elettori di centrodestra che non vanno più a votare e dobbiamo tornare a rappresentarli».

Basta con gli scontri sugli organigrammi

Raffaele Fitto, dal canto suo, è convinto che il vero problema del centrodestra oggi «è ripristinare un dialogo con degli elettori che guardano a noi con diffidenza e si sono allontanati perché non siamo stati in grado di proporre delle soluzioni adeguate sui temi che stanno notoriamente più a cuore alla nostra gente». L’europarlamentare forzista ha ribadito: «Dobbiamo avere sempre più occasioni di confronto e dialogo per superare queste divisioni all’interno del centrodestra. Così come bisogna evitare che ci siano scontri su nomine e organigrammi, o discussioni inutili, piuttosto che costruttive sui contenuti».

La legge elettorale non è una priorità

«La priorità in questo momento non dovrebbe essere la legge elettorale, ma dovrebbero essere le risposte da dare al Paese – ha detto ancora Fitto – la legge elettorale è un tema che testimonia la capacità comunicativa del presidente del consiglio, che allontana i problemi del Paese. Noi siamo opposizione a questo governo e dobbiamo farla con le nostre proposte da mettere in campo. Al tempo stesso non dobbiamo immaginare impossibile un dialogo sulle riforme della legge elettorale. Ma questo dialogo -lo facciamo con la schiena dritta e lo faremo con le nostre proposte nelle sedi competenti, cioè in Parlamento».