Caso Cucchi: prima di fare ricorso la Procura vuole leggere le motivazioni

La Procura Generale di Roma «valuterà la sussistenza di motivi» per ricorrere in Cassazione «dopo aver letto le motivazioni» della sentenza di assoluzione in appello degli imputati per la morte di Stefano Cucchi. Lo ha detto all’Ansa il procuratore generale della Capitale, Luigi Ciampoli. «La Procura Generale di Roma – ha detto Ciampoli – esaminerà, con la lettura delle sentenza, la motivazione che darà la Corte d’Assise di Appello alla decisione di non accogliere le richieste di condanna degli imputati, fatte con ampia e argomentata requisitoria dal Pg di udienza, valutandone la congruità, la coerenza e la legittimità. Valuterà, di conseguenza – ha aggiunto Ciampoli – la sussistenza di motivi di ricorso in Cassazione, dove – ha sottolineato – già pende altro ricorso, sempre presentato dalla Procura Generale di Roma, contro un’altra sentenza relativa alla presunta responsabilità del personale medico del carcere di Regina Coeli che diede assistenza a Cucchi prima del trasferimento all’ospedale Pertini», dove il giovane morì.

«Noi abbiamo affrontato questo processo che era prevalentemente un processo a Stefano. Con questa seconda sentenza non abbiamo perso noi, quello che dicevamo da cinque anni è stato riconosciuto, questo è il fallimento della Procura di Roma, è il fallimento della giustizia». E’ quanto ha detto in diretta Ilaria Cucchi a Radionorba nel corso del programma “Morning News”. «Io e la mia famiglia – ha detto Ilaria Cucchi – per 5 anni abbiamo combattuto, perché così devo dire, un processo assurdo nel quale, se non si fosse trattato della morte di mio fratello, sarebbe sembrata una barzelletta. Abbiamo sentito dire di tutto e soprattutto abbiamo cercato con ogni forza sentir negare quelle fratture e le conseguenze di quelle fratture. Oggi abbiamo due sentenze che ci dicono che Stefano è stato pestato e ci dicono che non si è in grado di stabilire chi ne siano gli stati autori di quel pestaggio». Come avete accolto – le è stato chiesto – l’esito dell’incontro con il procuratore di Roma? «Io e la mia famiglia – ha risposto Ilaria Cucchi – veniamo presi in giro da cinque anni, quindi sicuramente l’abbiamo accolto con grande apertura, con quella disponibilità con la quale io e i miei genitori da soli, senza avvocati e senza nessuno, siamo andati dal procuratore capo della Repubblica di Roma, siamo andati lì come famigliari di Stefano Cucchi a dire semplicemente questo: “Bene, procuratore capo, ci sono queste sentenze, come si intende andare avanti per assicurare alla giustizia i responsabili di quel pestaggio?”. Questo era il nostro spirito».