Caldoro: bis a Palazzo Santa Lucia? «Troppe liti. Non so se mi ricandido»

I dubbi sono molti, ma non scioglie ancora la prognosi su una sua eventuale ricandidatura a Palazzo Santa Lucia (o meno) l’attuale governatore della Campania, Stefano Caldoro. Al tempo stesso, però, la diagnosi che propone sulla situazione politica contingente – e in merito alle ricadute su un suo possibile bis alla guida della Regione – è decisamente più chiara. E allora, se appena tre giorni fa dalle colonne del quotidiano Il Mattino l’esponente azzurro dichiarava che «servono determinate condizioni per la ricandidatura, oltre il partito»; oggi, intervistato da la Repubblica, rilancia: «Certo noi abbiamo litigato troppo ed è ora di smettere. Dobbiamo fare proposte credibili. Salvini sembra particolarmente in forma, ma ha vinto una tappa. E l’elemento unificante è ancora Berlusconi».

La ricetta di Caldoro per la leadership

«Salvini – aggiunge Caldoro nell’intervista – è un capo di partito. Ha dato un segnale, ma il regista è Berlusconi. La leadership si conquista sul campo: corrono Salvini, Alfano, Fitto, Toti e chiunque si voglia misurare». Ma non necessariamente con le primarie, a proposito delle quali il governatore della Campania non nutre una particolare simpatia politica: «Non ne sono appassionato», liquida velocemente la questione.

Lo stop alle Regioni congeniale alla ricandidatura?

Decisamente più prolisso, invece, sulla sua idea di abolire le Regioni, o meglio, sulla proposta di proseguire sulla linea del superamento degli asset attualmente in vigore, in vista di una più congeniale e snella istituzione di macroaree. Una necessità per Caldoro confermata una volta di più dalla scarsa partecipazione al voto registrata domenica scorsa. «Bisogna scioglierle e accorparle in massimo dieci macroregioni che si occupino solo di programmazione», ribadisce a la Repubblica il governatore, aggiungendo un secco «basta invece con sanità, trasporti, con la gestione dei servizi». La domanda, allora, sorge spontanea: lo stop alle Regioni è pregiudiziale alla sua ricandidatura in primavera? «Esatto – replica Caldoro – come pure l’unità della coalizione che ha fin qui ben governato in Campania». Una coalizione che ha gantito risultati concreti, ha ricordato il governatore pertenopeo, che anche in recenti dichiarazioni ha tenacemente valorizzato l’operato fattivo dalla sua squadra di governo; squadra in cui rientrano, oltre a FI, anche Ncd, Udc, Fratelli d’Italia. «L’obiettivo – conclude allora nell’intervista Stefano Caldoro – è sempre andare avanti. Se sei tu il primo a non garantirlo, perché mai dovrebbe crederci la gente?».