Il bonus bebè andrà a pochi: questa la politica di Renzi per la famiglia

Prima promettono e poi ci ripensano: è questo lo stile del governo Renzi. Ha il sapore della beffa la decisione della commissione Bilancio della Camera di accogliere  un emendamento del relatore Mauro Guerra (Pd) che riduce la concessione del bonus bebé sotto il tetto dei  25mila euro di reddito Isee. Era stato proprio il premier a promettere nel salotto di Barbara D’Urso che il beneficio avrebbe riguardato i redditi familiari complessivi sotto il tetto dei 90mila euro. Si sarebbe trattato di un piccolo, ma significativo, incentivo alla natalità e di un aiuto concreto a tante famiglie del ceto medio: circa 80 euro al mese per tre anni. L’annuncio renziano ha, peraltro, offerto il pretesto  a diversi esponenti  dell’Ncd per dire che la Legge di stabilità aiuta le famiglie.

Ennesima presa in giro

In realtà si è trattato dell’ennesima presa in giro, niente più che una trovata a effetto per consentire al premier di ottenere consensi davanti a un pubblico, quello della D’Urso, sicuramente sensibile al tema della famiglia. Subito dopo s’è infatti messa al lavoro la sinistra Pd (in particolare Fassina e Civati) per restringere la base di fruizione dell’operazione bebé. E i renziani non hanno battuto ciglio nel dare un contentino all’inquieta minoranza dem. Beffa ulteriore, è stata eliminata dal ddl la  previsione secondo cui il limite di reddito non valeva per i figli dal quinto in poi. In compenso, prevede sempre l’emendamento, l’assegno per le famiglie più bisognose (quelle sotto i 7 mila euro di Isee) viene automaticamente raddoppiato, aggirandosi così intorno ai 160 euro mensili. Per carità, è giusto aiutare le famiglie più bisognose. Ma perché fare promesse inutili a tante altre coppie italiane? Già, perché? Chiedetelo agli “strateghi” della comunicazione renziana…