Bombe carta, bastoni e blitz negli ospedali: in scena lo sciopero sociale

I primi incidenti si sono verificati subito dopo la partenza. I cortei di operai e studenti organizzati in occasione dello sciopero generale indetto dalla Cgil, contro Jobs Act e legge di Stabilità, hanno preso da subito una piega tutt’altro che pacifica. Soprattutto a Roma, dove nell’arco di un paio d’ore i partecipanti a quello che è stato chiamato Sciopero sociale hanno dato vita ad almeno tre episodi di “intemperanza”.

Uova e bombe carta contro il ministero dell’Economia

Il primo è avvenuto davanti al ministero dell’Economia, a poche centinaia di metri dal punto di raccolta di piazza della Repubblica. Uova, bombe carta e fumogeni sono stati lanciati contro l’edificio dai manifestanti, alcuni dei quali a volto coperto, che procedevano tra cordoni delle forze dell’ordine. Gli agenti sono intervenuti con azioni di contenimento e alcuni dei partecipanti al corteo hanno denunciato di essere stati manganellati, versione smentita dalla Questura. Il lancio di uova e, stavolta, anche di vernice, però, si è ripetuto poco dopo, davanti all’ambasciata tedesca, dove è andata a fuoco anche la ruota di una camionetta della Guardia di Finanza, colpita da un fumogeno. Più avanti ancora i manifestanti sono entrati nel Policlinico Umberto I, urlando, tra l’altro, «fuori gli obiettori dagli ospedali». Altri manifestanti, in questa occasione lavoratori, si sono arrampicati sul Colosseo, salendo sulle impalcature per il restauro ed esponendo lo striscione «No Jobs Act e privatizzazione servizi pubblici».

Fumogeni davanti al Ministero dell'Economia

Fumogeni davanti al Ministero dell’Economia

Mazze e fumogeni sequestrati a Torino

Quelli di Roma, dove fra gli slogan echeggiava “Pace e lavoro”, non sono stati gli unici incidenti che si sono registrati in apertura delle manifestazioni e che certo non sono serviti a rasserenare il clima in una giornata difficile in tutte le principali città italiane. Anche a Palermo sono state lanciate uova, stavolta contro una sede dell’Unicredit. A Torino, prima ancora che il corteo partisse, la Digos ha sequestrato mazze, bastoni, petardi e fumogeni su un furgone del Gruppo studenti indipendenti, a Genova invece sono stati i lavoratori della municipalizzata dei trasporti genovese, Amt, a bloccare il casello Genova Est dell’A12. Il blocco comunque è stato tolto dopo circa un’ora senza particolari incidenti.

I bastoni sequestrati a Torino su una camionetta del Gruppo studenti indipendenti

I bastoni sequestrati a Torino su una camionetta del Gruppo studenti indipendenti