Berlusconi ai suoi: il Paese non si governa con gli slogan di Salvini

29 Nov 2014 14:10 - di Alessandra Danieli

«Gli slogan di Salvini sono un modo per fare risultati ma non possiamo pensare che il Paese possa essere gestito così». Parola di Silvio Berlusconi che, in collegamento telefonico con un’iniziativa del No tax day nella capitale,  fa sentire la sua voce a tutto campo dopo il terremoto delle regionali in Calabria ed Emilia. Orgoglio di partito e un messaggio chiaro ai possibili alleati: il capitano del centrodestra non si discute e si chiama Berlusconi («Grillo è stanchino, io sono più in forma che mai, sono carico, convinto, impegnato»). «Salvini sarà uno dei goleador del centrodestra il benvenuto, ma da qui a dire che io ho investito Salvini…», prosegue il Cavaliere ricordando come il suo fosse un “complimento” per i risultati della Lega in Emilia-Romagna e non un’incoronazione dell’altro Matteo. Insomma il centrodestra non vuole morire salviniano perché la Lega ha il vento in poppa ma non può rappresentare da sola il motore della coalizione.

Ci hanno detto che siamo renziani…

Poi la stoccata definitiva al governo nel giorno della mobilitazione azzurra contro la tassazione record e i salassi firmati Renzi. «Ci hanno detto di tutto, la gente nostra addirittura che siamo renziani. Noi siamo all’opposizione! Noi non condividiamo per niente la politica economica di questo governo». Nessuna intelligenza con il nemico: questo governo non è stato eletto – mette in chiaro – e ha una maggioranza rubata. «Resteremo in Parlamento con le nostre idee e le nostre proposte per evitare che questo governo faccia troppo male all’Italia fin quando non ci sarà la possibilità di votare», ha aggiunto Berlusconi rivolgendosi ai militanti romani. «E voteremo o con il Consultellum, o con l’Italicum, approvato nel modo giusto, e per quel tempo dovremo essere pronti di aver operato tra la gente, sui territori».

Sovranità monetaria

Tra le prossime sfide di Forza Italia e del centrodestra anche un pacchetto economico alternativo alla ricetta tedesca. «Abbiamo le nostre idee sull’euro e le presenteremo: per esempio, creare una seconda moneta, recuperando parte della nostra sovranità monetaria, una seconda moneta che possa essere stampata da noi e messa sul mercato che poi valuterà il cambio con l’euro – ha detto l’ex premier – è una cosa che si può fare».

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