Augello smaschera Marino sulle multe: il dossier è falso, ecco le prove

Il sindaco di Roma Ignazio Marino ha mentito in merito alla multa della sua Panda rossa entrata nella Zona a Traffico limitato. Non c’è nessun hacker, nessun atto di pirateria informatica. «Questo è stato un dossier “manipolato” dallo stesso sindaco». Così il senatore del Nuovo Centrodestra  Andrea Augello smaschera la bugia del primo cittadino che sosteneva di avere subito una una manomissione dei dati, dicendo: «Arrestate il colpevole». Ma il colpevole è lui. Il senatore mostra le stampate della ricerca nel database dei permessi: il giallo dipende dalla parola chiave inserita nel database dell’Agenzia della mobilità: se si inserisce la targa della Panda rossa e la parola Ztl non risulta la presenza nella white list dell’auto, viceversa se si digita solo la targa del primo cittadino ecco che rispunta.

Mozione di sfiducia

Una grave forma di falsificazione: «Giovedì presenteremo una mozione di sfiducia al sindaco di Roma», annuncia  il capogruppo di Ncd in Campidoglio, Roberto Cantiani, durante la conferenza stampa del senatore Andrea Augello che rivela come sia arriavato alla verità: «Una pia fonte anonima. Qualcuno si è introdotto e ci ha dato dei dati. Sono disposto a prendere un avviso di garanzia pur di sapere la verità», sostiene il senatore, che fin da quando scoppiò il caso delle multe a Roma aveva promesso di andare a fondo della squallida vicenda.

Vicenda squallida

Ora sappiamo che esistono dei “giochetti” poco edificanti di cui il sindaco beneficia ai danni di chi viene tartassato quotidianamente per un parcheggio di un’ora, balzato a un euro e mezzo, con grave danno per chi con la macchina deve stare fuori pomeriggi o mattinate intere. Un paradosso per chi, come Marino, ha dichiarato guerra alle auto in centro storico, raddoppiando il costo delle strisce blu e triplicando quello dei permessi. La sua panda rossa già fu rimossa dal parcheggio del Senato dove per oltre un anno ha sostato gratis pur avendo il proprietario traslocato in Campidoglio. E le contravvenzioni che Ignazio Marino ha preso questa estate sono ben 9 in tutto, anche se messe in congelatore.