Alemanno: «Primarie e opposizione a Renzi, su questo con Fitto c’è intesa»

«Ci sono due buoni motivi per considerare l’incontro promosso da Fitto interessante»: a parlare  è Gianni Alemanno del direttivo di FdI, presente al Tempio di Adriano dove si è tenuta la “riunione tattica” per la ripartenza del centrodestra.

«Incontro interessante per due buoni motivi»

«Il richiamo forte a una maggiore opposizione  al governo Renzi da parte di Forza Italia è senza ombra di dubbio la prima base per ricostruire il centrodestra. Il secondo punto essenziale che rende il metodo indicato da Fitto condivisibile è la via delle primarie, principio che considero da sempre irrinunciabile». Altre sintonie non sono trascurabili, «a partire dal fatto che Raffaele, come me, è fortemente critico verso il Patto del Nazzareno ed è contrario al casting televisivo messo in atto per scegliere la classe dirigente».

Un nuovo inizio, un nuovo metodo

Questo cambio di metodo invocato durante l’incontro romano piacciono ad Alemanno, che ha apprezzato gli interventi di «alto livello: personalmemente ritengo ci siano molte cose su cui lavorare – precisa – soprattutto dal punto di vista sociale ed economico, un terreno sul quale in questo momento mi sento più vicino alla Lega». Lavorare, smussare, discutere va benissimo, ma la domanda che tutti glie elettori del centrodestra si pongono è: è possibile una ripartenza per non lasciare a Matteo Salvini, la “golden share” di tutto un mondo politico? «Certo, ma bisogna far presto – risponde Alemanno- da tempo sostengo che ci sia bisogno di un nuovo inizio sia della Destra che del Centrodestra. Ma non dobbiamo più perdere tempo». Utilizzando la metafora calcistica alla domanda se Fitto potrebbe rappresentare l’allenatore del centrodestra, Alemanno risponde: «L’allenatore potrebbe essere Berlusconi, mentre Fitto è un ottimo candidato per le primarie: bisogna iniziare ad avere leader maturi. Perché il centrodestra riparta, occorre lavorare anzitutto per un metodo e per una piattaforma di contenuti comuni».